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Studentati privati, oggi l’ennesima apertura. Il flash mob degli studenti di CAU: “Sfrattiamo i ricchi, alloggio per tutti” – AUDIO / FOTO

today01/10/2026 1

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    Riccardo, Collettivo Autorganizzato Universitario Firenze – 1 ottobre 2026

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FIRENZE – Stanze in affitto da privati che partono da 350 euro per una stanza condivisa senza riscaldamento e arrivano e spesso superano 600 euro per la singola, posti letto negli studentati pubblici e insufficienti, sistemazioni in studentati privati  che vanno dai 650 euro in doppia a 1.000/1200 euro per la singola. Per gli studenti universitari Firenze è una città inaccessibile ed escludente: ricchi a parte, ovviamente. E lo è sempre di più, dato che negli ulti anni si sono ridotti i fondi per le residenze universitarie pubbliche, mentre il settore degli studentati privati è in continua espansione.

 E’ quanto denunciato stamani da un gruppo di studenti appartenenti al “Collettivo Autorganizzato Universitario” (CAU) che hanno dato vita ad un flash mob di protesta davanti al campus del Polo Universitario di Scienze Sociali di Novoli a Firenze, dietro lo striscione che recita “Sfrattiamo i ricchi”.  A terra con dei cartelli è stato ricreato un percorso in stile gioco da tavolo “Monopoly”, in cui al posto delle caselle ci sono le possibili soluzioni alloggiative in città e i numerosi “imprevisti”.

Un modo per segnalare come la ricerca di un alloggio a Firenze sia “un vero e proprio percorso ad ostacoli” spiega a Novaradio Riccardo, uno degli studenti del CAU Firenze partecipanti al flash mob, che ricorda anche come il capoluogo toscano: “In città i posti per studenti delle residenze universitarie non superano i 2.000 posti, mentre dagli studentati privati solo negli ultimi mesi ci sono state richieste per 5.000 posti letto. In città ci sono non meno di 13 studentati privati – aggiunge – tra cui ultimo quello che apre oggi in via Capo di Mondo (KIN.S Living Campus del gruppo New Generation Hostel, ndr) che fra 12 anni potrà mettere sul mercato gli alloggi realizzati”.

La protesta fa parte di una mobilitazione nazionale promossa da CAU anche in altre sei sedi universitarie italiane per denunciare una situazione generale in cui, alla rinuncia da parte dello Stato di fare la propria parte per garantire il diritto allo studio fa da contrasto l’espansione dei grandi gruppi privati nel redditizio mercato degli affitti studenteschi: “Abbiamo bisogno di posti letto a prezzo calmierato e soprattutto a gestione pubblica, di soluzioni abitative stabili e di una calmierazione degli affitti; invece, loro non fanno altro che continuare a regalare soldi ai grandi privati, con il benestare delle amministrazioni locali.

La soluzione proposta dal CAU è in linea con il provocatorio slogan della protesta: “Sfrattare i ricchi”: “Per i loro profitti stanno cercando di cacciarci dalle nostre città – spiegano i ragazzi di CAU in un volantino –  negano di fatto il diritto allo studio a chi non ha la disponibilità economica per reggere i loro prezzi folli. Noi vogliamo sfrattarli, vogliamo mandarli via: per difendere i nostri quartieri, per difendere il nostro diritto allo studio.

Tradotto, un cambio radicale di modello. Tre i capisaldi della proposta di CAU: il 100% degli alloggi realizzati con soldi pubblici devono essere con prezzi calmierati e gestiti dagli enti pubblici per il Diritto allo studio. Nessuna scadenza deve essere prevista per i vincoli d’uso: gli studentati devono rimanere studentati, per sempre. E il costo dell’affitto deve essere calmierato e proporzionato al reddito o Isee, realmente accessibile a tutti.

 

Scritto da: Redazione Novaradio