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“Basta crisi, basta carovita”: domani a Livorno sciopero e corteo: “A rischio centinaia di posti di lavoro” – ASCOLTA

today02/10/2026

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    Gianfranco Francese, segr. Camera del Lavoro Livorno -2 ottobre 2026

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LIVORNO – Uno sciopero con corteo per le strade del centro per “per difendere il lavoro e il futuro di Livorno” e segnalare tutte le difficoltà di una città e di un territorio, che più di altri scontano il prezzo della crisi economica, con pesanti ripercussioni a livello sociale. A promuovere la manifestazione è per domani, sabato 3 ottobre, la Camera del lavoro provinciale.

“Centinaia di lavoratori livornesi con le loro famiglie – spiega a Novaradio il segretario della Cigl livornese, Gianfranco Francese  – vivono da mesi nell’angoscia di un futuro lavorativo incerto, che si presenta ogni giorno di più a tinte fosche. Parliamo di lavoratori di aziende che rappresentano tasselli fondamentali dell’apparato produttivo e dei servizi di tutta la provincia: Pierburg, Magna, acciaierie di Piombino, Liberty Magona, Konecta, poligrafici de Il Tirreno rappresentano la punta dell’iceberg di scelte industriali discutibili”. “Siamo a rischio della perdita di centinaia di posti di lavoro e davanti a una bomba sociale a orologeria”.

Alla manifestazione hanno aderito molte sigle partitiche, tra cui quelle della sinistra e del “campo largo”, ma anche realtà associative come Arci e Anpi, tra Il concentramento è fissato alle 9 in piazza San Marco, poi il serpentone si snoderà per le vie del centro per concludersi davanti alla Prefettura. “Solo contando la cassa integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà, siamo ben oltre quota 2.000 lavoratori: c’è bisogno che tutta la comunità si mobiliti per evitare che il territorio conosca un’altra stagione di decadimento industriale e lavorativo. In un contesto sociale ed economico pesantemente caratterizzato da bassi salari, precarietà, aumento del costo della vita Livorno non si può permettere la perdita di altre centinaia di posti di lavoro tenuto conto che cittadini e cittadine livornesi lavorano anche in aziende in crisi di zone limitrofe (Dumarey e Takeda)”.

Scritto da: Redazione Novaradio