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Legge elettorale, approvato il “Melonellum”. Pronti i ricorsi alla Consulta. Gallo (ex magistrato): “Una porcata al quadrato” – ASCOLTA

today08/10/2026

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    Domenico Gallo, ex giudice Cassazione 8 ottobre 2026

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ROMA / FIRENZE – Approvato in via definitiva il cosiddetto “Melonellum” o “Stabilicum”, la riforma della legge elettorale voluta dal governo: la Camera, nell’ultimo voto a scrutinio segreto ha dato il via liberà con 227 sì, 164 contrari e nessun astenuto.

Esultano i partiti della maggioranza, che per evitare sorprese dai “franchi tiratori” controllava i suoi deputati, a vista e con alcuni escamotage. Protestano platealmente le opposizioni, che hanno esposto cartelli con le scritte: “No all’Imbroglio”, “Legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni salari al palo”, “Con Meloni – sanità e + armi”. “L’Italia entrerà nella Terza Repubblica” con “una democrazia senza paralisi” ha detto la premier intervenendo in aula. “Per voi la democrazia in chiave moderna è un regime illiberale mascherato, un’autocrazia” ha detto il leadre M5s Giuseppe Conte. “Avete paura della democrazia. L’unica priorità cambiare le regole con la partita già in corso peraltro a colpi di fiducia” ha detto la segretaria Pd Elly Schelin, che poi rivolta ai deputati di maggioranza ha detto: “Vi fanno votare la stessa norma affossata a luglio per paura, con il ricatto”.

Ecco le novità: il cardine della nuova legge è il premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che otterrà più voti, a patto che superi il 42% dei consensi. Le coalizioni dovranno indicare in anticipo programma e un candidato premier. Il sistema elettorale è proporzionale, con capilista bloccati e possibilità di 3 preferenze per gli altri candidati; non è prevista l’alternanza uomo-donna in lista. Per accedere al Parlamento i partiti devono ottenere almeno il 3% (il 10% per le coalizioni) con ripescaggio della prima lista rimasta sotto soglia. Aumentano le firme da raccogliere per presentarsi alle elezioni: da 1.500/2.000 a 6.000 firme in ogni circoscrizione, ma solo per i partiti che non hanno già eletti alle Camere; chi ha rappresentanza in una della Camere ha soglie ridotte, nessuna per chi ha già almeno un deputato e un senatore.

Durissime le critiche già piovute sulla legge in fase di discussione parlamentare da parte di esperti, giuristi, politologi, molti dei quali hanno individuato molteplici profili di possibile incostituzionalità della legge: il premio di maggioranza, l’indicazione del premier, la pari rappresentanza uomo-donna, l’alto numero di firme per la presentazione delle liste. In tutta Italia, comitati di cittadini, avvocati e giudici stanno preparando ricorsi alla Corte Costituzionale da presentare in tutte le 26 Corti d’Appello: “Lo schema di ricorso è pronto, li presenteremo entro il 20 ottobre” dice a Novaradio Domenico Gallo, ex giudice di Cassazione ed ex parlamentare PRC, che sulle nuova legge dice: “Rientra nel novero delle ‘leggi truffa’ come il Porcellum, cerca di manipolare il risultato del voto trasformando una minoranza in una maggioranza saldissima” e “una sorta di falange ed una sorta di falange militare a servizio del capo politico così come era diventato il Parlamento eletto da Mussolini nel nel 1924”. In più, la questione della raccolta firme non è secondaria: “Se il Porcellum era una porcata, questa legge è una porcata al quadrato”.

Scritto da: Redazione Novaradio