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Celle strapiene, risse e aggressioni: il carcere di Livorno è sul punto di esplodere – ASCOLTA

today09/10/2026

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    Marco Solimano, garante detenuti Livorno – 9 ottobre 2026

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LIVORNO  – Un carcere “bloccato, ingolfato”, dove il nuovo padiglione recentemente aperto è già strapieno e in cui le condizioni di vita sono molto difficili, con episodi quotidiani di tensione e una grande rissa scoppiata solo pochi giorni fa che ha visto l’aggressione alla comandante degli agenti penitenziari.  E’ il drammatico quadro del carcere Livornese delle Sughere tratteggiato dal garante livornese dei detenuti, Marco Solimano, ospite stamani per una puntata speciale  della rubrica “Il cielo e la stanza”.

Ii numeri del carcere sono allarmanti: il nuovo “padiglione C”, aperto solo da pochi mesi dopo lunghissimi lavori per garantire celle nuove e 134 posti in più, ospita già ben 195 reclusi, che vivono in condizioni di grave disagio: “Non sono stati progettati spazi per attività trattamentali, i detenuti ciondolano per le celle e i livelli di conflittualità sono cresciuti a dismisura” riferisce il garante, che conferma come sono più di una settimana fa una sezione del carcere abbia testimoniato una rissa tra decine di detenuti, armati di sedie e bastoni.

Non va meglio nel resto del carcere: alcune sezioni, come quelle dei semiliberi, sono in condizioni fatiscenti, in altre sezioni si è arrivati a mettere il 5/o letto in celle da 18 metri quadrati. In totale il carcere conta 360 detenuti (contro i 277 effettivamente disponibili, dati del Ministero), tra cui un’alta percentuale di persone con dipendenze da sostanze e con problemi psichici: a contribuire al sovraffollamento anche 90 detenuti arrivati da Sollicciano dopo il sequestro delle sette sezioni da parte della magistratura, tra cui 30 con problemi di dipendenze.

E la situazione, avverte il garante Solimano, è destinata a peggiorare ulteriormente: il Dap sta facendo forti pressioni per l’apertura in tempi brevi (“entro fine anno”, dice il garante)  anche del “padiglione D”, l’altro atteso da anni: “Si tratterebbe di altri 200-250 posti, che farebbero salire la popolazione delle Sughere a quasi 600 detenuti, ma anche qui non non è stato previsto nessuno spazio per le attività trattamentali” denuncia Solimano, raccontando di un carcere che vive anche una carenza di oprganico delle forze dell’ordine, ma anche dei servizi sanitari, di sostegno psicologico, educativi, di opportunità di lavoro. “C’è il paradosso che non possiamo assegnare a 5 detenuti al programma di semilibertà perché non abbiamo un luogo fisico dove farli rientrare a dormire in carcere la sera”.

Una polveriera che l’apertura della nuova sezione rischia di far esplodere. “Sono estremamente preoccupato – conclude Solimano – speriamo che la gestione del nuovo padiglione possa essere in qualche modo diversa”.

Scritto da: Redazione Novaradio