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Scuole occupate, attestati di vicinanza dalla politica e dalla società: “No alla violenza, ma le rivendicazioni sono giuste” – ASCOLTA

today20/10/2026

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    Dario Danti, ass. lavoro Firenze su proteste studenti 20102026

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    Vannino Chiti, pres. ISRT su proteste giovani e studenti 19102026

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    Dario Salvetti, ex GKN su proteste 20102026

 – FIRENZE – La protesta dei ragazzi delle scuole che anche a Firenze – come altrove in Italia – hanno avviato una serie di occupazioni nelle scuole contro una politica un governo che destina le risorse economiche alla guerra e al riarmo e non al finanziamento di scuola, sanità e welfare, riscuotono plausi e attestati di solidarietà. Dai “palazzi” della politica come dagli intellettuali, fino alle realtà di base.

“Questa piattaforma che mette insieme il no alle armi e più soldi per la scuola pubblica e anche critica fortemente le misure di Valditara penso sia una piattaforma positiva” dice l’assessore al lavoro del Comune di Firenze, Dario Danti: “I ragazzi e le ragazze delle scuole stanno dicendo delle cose che vanno nella direzione di un’alternativa, e vanno soprattutto ascoltati”. Anche quando la protesta diventa violenza come a Milano? “Devastare dei negozi, devastare una città, sono comportamenti totalmente sbagliati: ma c’è sotto un malessere, un disagio sociale profondo” che va interpretato. Ma l’inasprimento delle norme di polizia non è la strada giusta: “Il governo Meloni fa di tutto un fascio senza comprendere cosa c’è alla base di un disagio.

A parlare delle proteste degli ultimi giorni anche il presidente dell’Istituto Storico delle Resistenza Toscana – già parlamentare e Presidente della Regione – Vannino Chiti: “I giovani e principalmente gli studenti, che siano italiani da sempre o nuovi italiani, manifestano un disagio concreto” dice: “Il diritto allo studio viene negato, pensi a quanto costano già alle medie e figuriamoci alle superiori i libri di testo, pensi a quanto costa a una famiglia mantenere, se ce la fa, uno studente fuori sede”. “I giovani pongono un problema che riguarda il loro futuro e non solo di quelli che ora sono a scuola. Se non si dà un lavoro degno e se quel lavoro non c’è più una continuità, anche campando 110 anni si andrebbe in pensione con il minimo. Questi son problemi reali o no? Vanno ascoltati” dice Chiti, aggiungendo: “Bisogna anche dire che dentro queste manifestazioni la violenza deve essere isolata. Ma quella che viene dai giovani è una speranza: pensate alle manifestazioni che hanno fatto non solo per una scuola nuova, ma anche per la pace e per un futuro che sia affidato alla transizione ecologica e non alla distruzione del pianeta e della loro vita”.

A dare piena solidarietà ai ragazzi che in queste ore stanno occupando è anche il Collettivo di fabbrica ex GKN. Per il portavoce Dario Salvetti le proteste vanno inserire in una dinamica globale: “Si paga l’azione della destra, del fascismo, del qualunquismo perché è un’ondata inflattiva determinata da tutte le situazioni di guerra internazionali. Quello che sta accadendo è che un paese che ha avuto e avrebbe ragioni per insorgere ogni giorno, si sta finalmente sincronizzando con quello che accade nel resto del mondo e d’Europa“. “Il potere non risponde nemmeno più nel merito di quello che stai dicendo, ma punta il dito sul come fai la la protesta” aggiunge in riferimento alla stretta annunciata dal governo, e in quest’ottica che si apre lo spazio alla violenza: “Che le periferie condannate al nichilismo, allo scontento, all’abbandono quando si muovono lo facciano in maniera diretta, immediata non c’è nulla di cui stupirsi. Semplicemente restituiscono a questo sistema quello che questo sistema ha fatto ha fatto loro. Nelle forme più scomposte, ma assolutamente legittime”.

Scritto da: Redazione Novaradio