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Porta Romana occupato. Stamani l’assemblea straordinaria degli studenti – ASCOLTA

today21/10/2026

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    Studentesse Liceo Artistico di Porta Romana, sulla partenza dell’occupazione

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    Studentesse Liceo Artistico di Porta Romana racconto 19-20 ottobre

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FIRENZE – Anche il Liceo Artistico di Porta Romana si aggiunge alla lista dei licei fiorentini occupati. Dopo il tentativo di occupazione avviato nella notte tra il 19 e il 20 ottobre, terminato con uno sgombero lampo e pesanti polemiche, un’assemblea straordinaria di stamani si è conclusa con la decisione di procedere all’occupazione dell’Isa. L’assemblea, indetta da studenti e studentesse per chiarire quello che già attraverso una nota ufficiale il collettivo degli studenti aveva spiegato, è servita a ricostruire la propria versione dei fatti, in risposta alle dichiarazioni della preside e denunciando presunte aggressioni fisiche subite durante i concitati momenti della protesta.
I manifestanti hanno respinto in primo luogo le accuse di vandalismo e il presunto danneggiamento del patrimonio artistico della scuola, una delle sedi storiche più prestigiose della città. Nel comunicato viene contestato il tentativo della dirigenza di criminalizzare la protesta spostando l’attenzione mediatica su danni materiali marginali. I ragazzi precisano che la presidenza, la gipsoteca e tutte le aree contenenti opere di valore storico erano state preventivamente isolate e messe in sicurezza, poiché l’occupazione avrebbe dovuto interessare esclusivamente la palestra e il piano terra dell’ala destra dell’edificio. Il collettivo si assume la responsabilità unicamente della rottura della gamba di un banco scolastico, smentendo il danneggiamento di beni storici e specificando che all’interno della struttura non erano presenti soggetti esterni, ma solo iscritti all’istituto.
Il momento più critico del blitz si sarebbe consumato intorno alle quattro e mezzo del mattino, in concomitanza con l’arrivo della dirigente scolastica, del personale ATA e dei Carabinieri. Gli studenti descrivono un clima di forte contrapposizione fisica all’interno dei corridoi, sostenendo che un custode avrebbe aggredito alle spalle uno studente nel tentativo di strappargli il passamontagna. Nel tragitto verso la palestra, secondo il racconto dei giovani, si sarebbero verificati spintoni, capelli tirati e persino calci da dietro per far cadere i ragazzi in fuga, prima che questi riuscissero a barricarsi dietro una porta per frenare la reazione del dipendente.
Il comunicato lamenta poi la totale chiusura da parte delle autorità e della presidenza rispetto a qualsiasi forma di mediazione. La dirigente si sarebbe rifiutata di leggere il documento politico dell’occupazione, redatto in coordinamento con gli altri licei cittadini già mobilitati. Secondo la nota studentesca, a porre fine alla protesta è stato un ultimatum di tre minuti prospettato dalla dirigenza prima del massiccio intervento della DIGOS, accompagnato da avvertimenti di possibili denunce e ripercussioni legali. Di fronte alla prospettiva dello sgombero forzato, gli occupanti hanno preferito abbandonare l’edificio di corsa.
In conclusione della nota, i giovani rivendicano la matrice interamente politica del loro gesto. L’azione di Porta Romana viene inserita in una mobilitazione nazionale più ampia che contesta la povertà, le morti sul lavoro e il taglio di seicento milioni di euro alla scuola pubblica a favore delle spese belliche, definendo queste ultime le vere piaghe sistemiche contro cui è necessario continuare a lottare.
“È importante chiarire che l’occupazione è un atto politico, mentre loro ci hanno fatto passare come dei vandali. L’istituzione invece di affrontare il dialogo, di dialogare in primis con gli studenti ha avuto un atteggiamento violento e non di confronto”, hanno spiegato a Novaradio due studentesse di Porta Romana. “All’assemblea straordinaria abbiamo esposto la realtà dei fatti, quello che davvero è successo, il motivo per cui noi abbiamo provato a occupare e poi l’assemblea ha votato e hanno votato tutti per l’occupazione, un’occupazione pacifica”.

Scritto da: Redazione Novaradio