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Studenti, la solidarietà di Piero Pelù: “I giovani vanno ascoltati e non repressi. I Decreti sicurezza non risolvono” – ASCOLTA

today22/10/2026

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    Piero Pelù su proteste studenti 22102026 ok

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    Riccardo Noury su decreti sicurezza 22102026

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FIRENZE – “Se i giovani hanno qualche cosa da dire vanno ascoltati e non repressi. Che siano istanze di voglia di studiare o di volersi sentire semplicemente vivi o cittadini di questo paese. Naturalmente andare avanti a botte di Decreti sicurezza non risolverà nessun problema, anzi non farà altro che aumentare le divisioni e creare divisioni è criminale”. Così Piero Pelù, a margine della consegna del premio Amnesty international a Firenze, ha risposto a una domanda sulle mobilitazioni studentesche e giovanili di questi giorni.

“Ho figlie e nipoti e quindi mi rendo conto benissimo che quando loro non si sentono ascoltati, allora è lì che scattano i meccanismi di ribellione, più o meno incosciente. Quindi bisogna sempre tenere alto il livello di comunicazione con i giovani. Sto seguendo le pagine degli istituti superiori di Firenze”, che in questi giorni hanno occupato oltre una decina di istituti, “vedo gli interventi dei ragazzi che annunciano scioperi, manifestazioni. E sono tutti ragazzi estremamente lucidi, attenti e e che hanno bisogno di essere ascoltati. Ma non solo a voce – aggiunge – devono essere ascoltati con i fatti”. Fatti che sono “il diritto allo studio, il diritto a potersi mantenere fuori sede. Sono cose fondamentali per il futuro di questo Paese che si sta spopolando perché le nuove generazioni se ne vanno in giro per l’Europa dove hanno trattamenti infinitamente migliori di quelli che offre l’Italia. E questa è una tendenza che qualsiasi governo deve deve prendere in considerazione”.

A parlare di protesta studentesca e decreti sicurezza anche il portavoce Amnesty International Italia, Riccardo Noury: “Siamo preoccupati intanto perché siamo al settimo, forse ottavo decreto sicurezza e tutti hanno questo impianto repressivo che fa un errore macroscopico”. E spiega: “La scorsa settimana sono successi due fatti: una protesta studentesca larghissimamente pacifica con sporadici episodi di violenza uso della forza da parte della polizia in alcuni casi legittima, in altri casi no; e poi è successo una cosa nuova” per la quale “il termine più corretto è inglese, ‘riots’. E e su questo, delle istituzioni serie dovrebbero prima fare un’analisi, poi prendere provvedimenti. Qui sono stati presi provvedimenti senza fare alcuna analisi”. “Nei confronti di chi?” prosegue Noury: “Di persone minorenni che in larga parte sono razzializzate, povere, emarginate, nei confronti di persone che dopo questo iter estenuante di 10 anni per ottenere la cittadinanza magari per una mera segnalazione perché hanno preso parte a qualche manifestazione se la vedono rifiutata. E allora mi viene da dire che forse questa è una generazione che è stato deciso che sia sacrificabile?…”

Scritto da: Redazione Novaradio