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“Dai porti alle scuole contro guerra e carovita”, venerdì 30 sciopero e manifestazione di USB anche a Firenze – ASCOLTA

today27/10/2026

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    Dario Furnari su sciopero 30 ottobre – 27102026

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    Paolo Kutufà Pap su contestualizzazione sciopero – 27102026

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    Paolo Kutufà Pap su possibili disordini e risposta a Mantovano – 27102026

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FIRENZE – Nuova mobilitazione contro guerra e carovita venerdì 30 ottobre con lo sciopero generale indetto dal sindacato Usb e cortei in varie città della Toscana. A Firenze concentramento alle 10 in piazza Bambine e Bambini di Beslan, con percorso ancora da ufficializzare che dovrebbe raggiungere le vie del centro per sfilare sotto Prefettura, Regione e Comune. Manifestazioni previste anche a Livorno (ore 6 rotatoria ponte Genova e ore 9 piazza Cavour), Carrara (ore 6 al porto) Pisa (ore 9 piazza XX Settembre), Siena (ore 9 terminal bus di Pescaia), Grosseto (ore 9 piazza Rosselli), Piombino (ore 16 piazzale Premuda), Massa (ore 17 piazza Garibaldi).

“Dai porti alle scuole contro guerra e carovita, potrebbe essere il titolo di questo sciopero”, spiega Dario Furnari di Usb Firenze. “In tutta Europa sono più di 100 i porti a scioperare, perché sono poli strategici del trasporto di armi, della logistica bellica. E i portuali non possono lavorare per la guerra”. Poi, aggiunge, “”c’è un polo da difendere, quello della scuola pubblica statale e dell’università, luoghi nei quali si dovrebbe formare il sapere critico e che invece oggi, come i porti, vengono subordinati alla filiera bellica e militare”. Lo sciopero riguarda anche il settore dei trasporti, “ma c’è il rischio della precettazione. È una cosa vergognosa e il motivo sarebbe la festa di Ognissanti”.    Il percorso fiorentino è ancora in attesa di ufficializzazione: “Noi – spiega ancora Furnari – vogliamo andare nei luoghi delle istituzioni, sia nazionali che locali”, ma “vediamo una militarizzazione delle città, così come dei luoghi di lavoro e anche di scuole e università. Gli studenti scendono in piazza perché gli rubano il futuro” e “la risposta del governo qual è? I manganelli e la repressione.”. In ogni caso, assicura, “il 30 sarà una grande giornata di mobilitazione. E non ci fermeremo perché, ovviamente, i temi del carovita e della guerra, due facce di una stessa medaglia, sono urgenze del nostro Paese e di tutta Europa”.

Alla manifestazione aderisce anche Potere al popolo per un corteo che vuole essere “una grande mozione di sfiducia nei confronti del governo Meloni in primis – afferma Paolo Kutufà del coordinamento nazionale – ma di tutta una classe politica che da anni non ha saputo dare risposte a condizioni di vita del popolo italiano che di giorno in giorno si fanno più critiche”.

Scritto da: Redazione Novaradio