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Economia toscana, qualche “luce” su produzione industriale, redditi e occupazione ma ancora molte incertezze – ASCOLTA

today03/11/2026

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    Vito Barone direttore Bankitalia Firenze 03112026

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    Giuseppe Albanese capo centro studi Banckitalia Firenze

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TOSCANA – Timidi segnali positivi di ripresa e crescita per l’economia toscana in un quadro che presenta ancora problematiche strutturali che derivanti dalla complicata situazione internazionale attuale. E quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale sull’analisi dell’economia regionale realizzata dalla Banca d’Italia.

Nel primo semestre 2026 il Pil della Toscana è aumentato dello 0,8% sullo stesso periodo del 2025, ma la crescita è lievemente inferiore a quella stimata per l’Italia, L’industria ha proseguito il lento recupero avviato nella seconda metà del 2025, mentre il terziario risulta nell’insieme debole ma ha mostrato andamenti più positivi nei servizi legati al turismo, grazie all’incremento delle presenze di viaggiatori stranieri.

“Questa è una tenuta che si basa su due elementi – ha detto Vito Barone, direttore della sede di Firenze della Banca d’Italia -, ripresa dei consumi e spesa turistica. Nel paese, invece, insieme ai consumi c’è una componente di investimenti che tiene su il Pil. Quello su cui bisognerebbe insistere sono gli investimenti, l’innovazione, attività che generano valore aggiunto e che guardino un po’ al futuro della regione”. Il programma che la Regione Toscana “in qualche maniera credo stia mettendo in atto – ha aggiunto -, è quello di attivare strumenti affinché crescano la produttività del lavoro e le attività che hanno valore aggiunto”.

Il potere d’acquisto delle famiglie è salito dello 0,7% e i consumi sono cresciuti dell’1%, favoriti anche dall’accesso al credito e dalla spesa turistica. La crescita del reddito nominale è stata però in parte annullata dall’inflazione, spinta dai rincari di carburanti ed energia, che a settembre ha toccato il 3,9%, il valore più alto degli ultimi tre anni. L’occupazione è rimasta sostanzialmente invariata (+0,2%), mentre il ricorso agli ammortizzatori sociali è calato di oltre un quinto, restando superiore alla media 2022-24.

“Le imprese toscane mostrano una notevole resilienza alle molte crisi, ma anche difficoltà nel ripartire e affrontare la trasformazione tecnologica e demografica” dice Giuseppe Albanese, capo centro studi Bankitalia Firenze: “Vanno meglio le imprese garndi chequelle piccole, meglio la pelletteria che il tessile, anche se qua è la ci sono segnali di ripresa nella moda e anche nelal meccanica. Le famiglie hanno visto un miglioramento sul fonte dell’occupazione del potere dio acquisto, ma l’aumento del reddito disponibile è stato eroso dalla crisi energetica scoppiata a marzo scorso”.

Scritto da: Redazione Novaradio