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Il cielo e la stanza - squarci dal carcere

Il Cielo e la Stanza – SPECIALE – Il Consiglio Comunale a Gorgona e le incognite su “Le Sughere”

today23/06/2026 4

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    Il Cielo e la Stanza - SPECIALE - Il Consiglio Comunale a Gorgona e le incognite su "Le Sughere" Redazione Novaradio


LIVORNO – Giornata storica per l’isola-carcere della Gorgona, che ieri per la prima volta ha ospitato una seduta speciale del Consiglio Comunale di Livorno dedicata alla complicata situazione che vive questo carcere: un tempo modello di sostenibilità e luogo di sperimentazione di esperienze innovative di lavoro e vita per i reclusi, ora è afflitto daa un grave problema di sovraffollamento (115/130 detenuti rispetto agli 89 posti regolamentari. “Gorgona è un ecosistema fragile che il sovraffollamento rischia di mandare in crisi” è l’avvertimento che il garante dei diritti dei detenuti Marco Solimano ha lanciato ieri durante la sedute e ribadito oggi ai microfoni di Novaradio: “Il Consiglio comunale si è espresso e ha preso degli impegni, con una mozione che vincola il Comune a farsi portavoce di una richiesta di alleggerimento della struttura”.

Il garante Solimano parlando stamani a “Il Cielo e la stanza” ha affrontato il tema dell’ attesa apertura del nuovo padiglione del sovraffolato carcere delle “Sughere” che già viene visto indicato come possibile “sbocco” per i detenuti delle sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano sequestrate dalla magistratura per violazione delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il nuovo padiglione 134 posti finalmente con acqua calda e servizi igienici separati: una boccata di ossigeno per una struttura che ora conta qualcosa come 240 reclusi su soli 149 posti disponibili. “Ci sono forti pressioni a che venga aperto entro metà luglio anche se non è ancora del tutto ultimato” dice il garante, che avverte: “Dovrà ospitare prioritariamente i reclusi che ora vivono nella disastrata sezione ‘transito’ e nella affollata sezione ‘nuovi giunti’, circa 75/80 persone”. A disposizione al massimo rimarrebbero non più di 55 posti.  Il timore è che da Firenze ne arrivino ben di più. “Sarà un passaggio molto delicato e a rischio tensioni, in un periodo per di più di ferie del personale” avverte Solimano, che invita il ministero a valutare bene l’entità dei trasferimenti per non rischiare di mandare in crisi fin da subito la struttura.


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