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Scoperto il maxi-cartello albanese della droga. A guidarlo una “cupola”

today17/09/2020

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operazione los blancosFIRENZE – Era in grado di importare in Europa tonnellate di cocaina, sfruttando le rotte navali dal Sudamerica verso i grandi porti Anversa, Rotterdam e Brema, il gruppo criminale scoperto dalle indagini coordinate dalla procura di Firenze condotta nell’ ambito di un “Joint Investigation Team dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, dalla squadra mobile di Firenze, dalla Finec olandese e dalla Direzione centrale per i servizi antidroga, con il coordinamento di Eurojust ed Europol, della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Imponenti i numeri dei sequestri effettuati: 4 tonnellate di coca e 5,5 milioni di euro.

Agli arresti sono finite 20 persone – tutte di nazionalità albanese – e altre 11 sono state destinatarie di misure cautelari, eseguite a Firenze, Genova, Modena, Pisa e Lucca– anche e in numerosi paesi esteri: Albania, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Germania, Grecia, Olanda, Romania, Ungheria e Ecuador. Tutti appartenenti, secondo gli investigatori, al cartello denominato ‘Kompania Bello’, basato su un modello del tutto simile ai cartelli sudamericani.

L’organizzazione è considerata vertice indiscusso a livello europeo per i gruppi albanesi specializzati nel traffico di droga. Tanto che perfino sui panetti di stupefacente era impresso il suo logo.
A guidare il cartello c’era una sorta di cupola, un’organizzazione di secondo livello che riuniva i capi delle altre organizzazioni albanesi, con il il compito coordinava i vari gruppi A dirigerla un 40enne albanese, Dritan Rexhepi (già in carcere in Ecuador per altri reati) e un suo connazionale a Dubai, dove viveva e possedeva a5 appartamenti di lusso, di una Rolls Royce e di una Lamborghini.

Il cartello organizzava carichi di cocaina di diversi quintali per volta, metà di proprietà e trattati dai gruppi albanesi, metà dei narcos sudamericani. Le spedizioni di cocaina erano gestite tramite sistemi di messaggistica criptata, con cui si tenevano i contatti con i narcos e veniva impartite le direttive alle varie cellule di distribuzione in Italia e il altri paesi europei. Sbarcata in Olanda, la droga era poi trasportata grazie ad una flotta di autocarri e autoveicoli dotati di doppifondi.

L’inchiesta  è partita el 2015 da Firenze, dalle indagini su una violenta rissa tra albanesi, che aveva permesso di sequestrare 9 chili di eroina nascosta nel bagagliaio di un’utilitaria. Episodio da cui è partita la ricostruzione delle ramificazioni in mezza Europa dell’organizzazione. Importante in particolare il filone olandese che negli scorsi anni ha permesso di arrestare 84 persone in Italia, Paesi Bassi, Ecuador, Gran Bretagna, Svizzera, Germania.

 

Scritto da: Redazione Novaradio


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