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Legge su fine vita toscana. Giani e Monni: “Rimane in piedi ed è direttamente applicabile” – ASCOLTA

today12/01/2026

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    Eugenio Giani su legge fine vita 12012026

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    Monia Monni, ass. salute Toscana, Giani su legge fine vita 12012026

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FIRENZE – Dopo l’intervento della Corte Costituzionale la legge regionale toscana sul fine vita “rimane in piedi, è più asciutta, ma rimane in piedi e conseguentemente diventa immediatamente applicabile”. Lo ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione, secondo cui “con la presa d’atto della comunicazione che farò in giunta” la legge “è in vigore”, e la sentenza 204/2025 “agisce come in un bisturi togliendo un articolo, togliendo alcuni commi, togliendo una parola”. Giani ha ricordato che “nella legge avevamo messo anche delle scadenze molto precise su quando agiva la commissione, sui tempi in cui doveva dare delle risposte, sui tempi in cui procedere all’intervento. Ecco, su questa seconda parte la Corte ci ha detto invece che i tempi devono essere flessibili, non ci deve essere un vincolo, non ci deve essere una precisazione quasi valesse un silenzio-assenso se poi scadono i tempi e non si è proceduto a quello che sono gli atti medici che erano necessari. Quindi noi la legge ci troviamo ad averla, ci troviamo a vederne la sua legittimità riconosciuta dalla Corte Costituzionale e con quelle caratteristiche diventa di applicazione diretta in Toscana”.

“Faremo poi degli aggiustamenti alle linee guida – ha spiegato l’assessora alla sanità, Monia Monni – perché c’eravamo dotati appunto di procedure che permettessero di avere accesso a questo diritto in tutto il territorio regionale nelle stesse modalità. Le linee guida prevedevano ovviamente la possibilità di accedervi in tempi dati. La Corte oggi ci dice che non è possibile dettare dei tempi ordinatori, quindi daremo alle Asl dei tempi indicativi che poi ovviamente caso per caso saranno verificati dal comitato etico e dalla commissione competente”. Secondo Monni, “a livello organizzativo nelle Asl “non cambia assolutamente niente. La legge rimane in vigore nella sua versione originaria, perché i due cambiamenti che sono introdotti dalla sentenza riguardano i tempi stretti o comunque i tempi perentori che potrebbero dare adito a uno spazio troppo ristretto per un eventuale ripensamento e quindi il caso per caso rimane ovviamente fondamentale e l’impossibilità di delegare qualcuno a questa scelta perché la vita ovviamente è un diritto individuale. Questo però non vuol dire che non si possa la propria volontà anche in condizioni difficili facendo riferimento alla norma nazionale. Non cambia niente, il diritto è esercitabile, lo era e continuerà ad essere”.

Scritto da: Redazione Novaradio