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Referendum giustizia, oltre 30 soggetti nel neonato comitato fiorentino per il NO: “Riforma pericolosa, nasconde un progetto autoritario” – ASCOLTA

today12/01/2026

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    Paolo Solimeno, Giuristi Democratici – comitato NO referendum costituzionale giustizia 12012026 12012025

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    Augusto Cacòpardo , Univ Firenze – comitato NO referendum costituzionale giustizia 12012026

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    Chiara Giunti, Firenze Città aparta – comitato NO referendum costituzionale giustizia 12012026

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    Bernardo Marasco, segr. Cgil Firenze – comitato NO referendum costituzionale giustizia 12012026

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FIRENZE – Oltre 30 soggetti partecipanti, tra associazioni, sindacati, organizzazioni, comitati hanno dato vita al Comitato fiorentino per il NO al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, la consultazione cui saremo chiamati nei prossimi mesi (la data individuata dal governo è il 22 e 23 marzo): si va dall’Arci all’Anpi, passando per Cgil, Legambiente, Libera, Giuristi Democratici, Libertà e Giustizia, Aned, Fucina della non violenza, Acli, UDU – Sinistra Universitaria, Coordinamento fiorentino contro il riarmo, Comunità dell’isolotto, Salviamo la Costituzione, Giardino dei Ciliegi, e molti altri.

La riforma è stata fortemente voluta dal governo ed approvata a maggioranza semplice in Parlamento con l’obiettivo di completare la separazione di carriere e funzioni, e garantire così pienamente la terzietà dei giudici. Per i rappresentanti del comitato del NO, invece, una riforma che mina l’equilibrio dei poteri costituzionali e l’indipendenza del potere giudiziario, ed in definitiva per il sistema democratico italiano,

“Considero farlocche le argomentazioni del sì” spiega Paolo Solimeno, Giuristi Democratici: “La separazione delle carriere e delle funzioni è già avvenuta con l’articolo 12 della Riforma Cartabia del 2022. Quindi ditemi voi ad oggi quali sono le ‘porte girevoli’ che confondono PM e giudice e quindi, l’uno influenza l’altro”. Inoltre, ricorda, il 46% delle richieste di condanna dei PM è respinto dai giudici, a testimonianza della loro indipendenza sostanziale. “Argomento invece più rilevante – ragiona – è quello dello spacchettamento del CSM in tre corti e dell’estrazione a sorte dei membri togati, giudici e PM, che vanno in questi tre organi. Se il CSM è  l’organo di autogoverno della magistratura, prevedere che i propri magistrati vengano estratti a sorte vuol dire escludere la rappresentatività di quell’organo”.

“Molto pericolosa – spiega Augusto Cacòpardo, Università di Firenze – anche l’istituzione dell’Alta corte disciplinare e che fra l’altro divide i magistrati in due categorie in quanto membri possono essere soltanto magistrati di Cassazione. È diverso dal principio costituzionale secondo i quali invece i magistrati sono tutti del medesimo rango. E fra l’altro mina l’indipendenza del giudice nella sua attività giurisdizionale”.

La riforma, sottolinea Bernardo Marasco, segretario Cgil Firenze, è “un modo per limitare evidentemente un potere politico che si sente così assoluto da rispondere alla propria morale non al diritto. Il governo, nel presentare le ragioni del sì, ha subito sottolineato che il tema politico è questo: il problema è i magistrati ci impediscono di fare questo e quest’altro. Immaginare che che la democrazia sia fiaccata dal diritto è una mostruosità che solamente in questa fase politica si può dire impunemente. Riguarda ciò che viene fatto a livello di diritto internazionale e nazionale, ma sostanzialmente parla sempre di un potere sempre più autoritario che si rivolge al ai contrappesi dello stato di diritto come elemento di fastidio”

“C’è un progetto politico autoritario dietro a questa proposta – dice Chiara Giunti, Firenze Città Aperta – come del resto già traspare e accentratore che verticalizza il potere. Anche la proposta di legge sull’autonomia differenziata che poi è stata bloccata in buona parte dalla corte costituzionale, però ci provano in qualche modo a farla passare. E poi il disegno del premierato che sono le tre riforme che il governo Meloni ha nel suo progetto”.

Obiettivo del comitato è organizzare incontri e approfondimenti per alimentare un dibattito che finora non è emerso con chiarezza. La riforma peraltro divide in parte anche il “campo largo”, con Italia Viva e alcuni esponenti storici del Pd che si sono schierati per il sì: “Ci sono delle divisioni – ammette Solimeno – ma mi sembra che negli ultimi giorni tutti i partiti di opposizione, salvo salvo i quelli di centro, sembrano tutti compatti per per il no. A Firenze stiamo collaborando, facciamo incontri di di formazione, collaboreremo anche per presenze ulteriori nei circoli, tavolini in giro”.

Primo appuntamento domani pomeriggio, in piazza dei Ciompi 11 presso la sede ARCI Firenze, con un dibattito cui sarà presente Margherita Cassano, già presidente Corte Cassazione, assieme a Alessandro Nocentini, ex presidente Corte d’appello di Firenze.

Scritto da: Redazione Novaradio