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Ferrovia Faentina, due ore di stop nel secondo giorno di riapertura. I pendolari: “Si faccia chiarezza” – ASCOLTA

today21/01/2026

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    Massimo Rossi, Comitato pendolari Mugello – 21 gennaio 2026

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MUGELLO – Non sono passate nemmeno 24 ore dalla riapertura ufficiale della linea ferroviaria Faentina che già si sono manifestati i primi problemi e disagi per gli utenti. Ieri infatti due convogli sono stati cancellati (il Regionale 94457 da Crespino a Faenza, sostituto da bus dopo che aveva accumulato 33 minuti di ritardo e il 9446, cancellato da Faenza a Crespino)  per dei problemi legati “agli impianti di circolazione” e “problemi di comunicazioni tra binari e convoglio ” ha spiegato RFI.

La linea è rimasta interrotta per due ore, con comprensibile disappunto da parte di viaggiatori e pendolari che ora chiedono chiarezza alle istituzioni: “E’ successo esattamente la stessa cosa quando hanno riaperto la linea ad agosto dopo l’intervento e il giorno dopo si è fermato tutto ” ricorda Massimo Rossi, del comitato dei pendolari mugellani “Attaccati al treno”, che osserva: “Le verifiche che vengono fatte da Trenitalia e di RFI sulla linea ormai ci danno quasi la certezza di non essere fatte. La normalità sarebbe che una linea si apre quando è pronta e quando è sicura”. E poi aggiunge: “La sicurezza prima di tutto – precisa – ma diciamo altrettanto  con forza da che i bus sostitutivi devono essere molto più precisi e puntuali: se non parte un treno da 250 posti non può in maniera sostitutiva ti va partire un bus un bus da 30 o da 50”.

E non manca un’ulteriore bacchettata a RFI: “Quando  sento dire che la linea viene re-inaugurata in tutta la sua percorrenza dobbiamo dire che ciò non è vero. L’interruzione tra Borgo e San Piero  Sieve oggi funziona, nonostante abbia un rallentamento sui tempi intorno a 10 minuti, e su un viaggio di 39 minuti non sono pochi, ma non è vero che tutte le tratte sono state ripristinate perché il treno che dovrebbe partire da Borgo alle 6:30 e arrivare a Firenze, e quello da Firenze delle 17:15 non arrivano più a Borgo San Lorenzo: si fermano a San Piero. E da lì gli utenti prendono un bus e raggiungono Borgo San Lorenzo. Quindi il tempo di percorrenza diventa illimitato perché il bus a volte c’è, a volte non c’è. Questi lavoratori che partono alle 6:30 e cercano di tornare a nel Mugello alle 17:15, pagano l’abbonamento per un treno. Il costo del biglietto del treno non è mica il costo del biglietto del bus. Quest’anno siamo stati più  giorni fermi che di funzionamento”.

Detto questo, con la Regione la disponibilità al dialogo rimane: “Noi vogliamo dare un’apertura di credito importante a questo tavolo –  spiega Rossi – perché finalmente non siamo stati costretti a inginocchiarsi in Regione per riuscire ad avere degli incontri con Trenitalia, RFI e la regione stessa. Ma dopo un inquadramento della situazione con domande e risposte immediate, è stato fatto un ordine del giorno sulle risposte che i tecnici delle ferrovie non sono stato in grado di dare, sono stati messi all’ordine del giorno come risposte nel prossimo incontro del quale è stato già stabilito la tempistica. Il passo in avanti rispetto alle precedenti amministrazioni regionali è enorme”.

Scritto da: Redazione Novaradio