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“Assumete i precari degli Uffizi”. Domenica flash mob con la “lezione solidale” del prof. Tomaso Montanari – ASCOLTA

today30/01/2026

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    Tomaso Montanari, rettore Università Stranieri Siena – 30 gennaio 2026

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    Sarah Caudiero, Sudd Cobas – 30 gennaio 2026

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FIRENZE – Tornano in piazza i precari storici delle Gallerie degli Uffizi che non si sono visti rinnovare il contratto nel corso del cambio di appalto da Opera a CoopCulture. Lo fanno domenica prossima con una protesta / flash mob, a partire dalle 11 nel piazzale degli Uffizi, cui prenderà parte Tomaso Montanari,  storico dell’arte e rettore dell’Università per Stranieri degli Studi di Siena, che terrà una speciale “lezione solidale”.

I precari coinvolti sono un numero non precisato ma non meno di alcune decine: impiegati tramite aziende in appalto in servizi come sorveglianza, biglietteria, accoglienza. Con la mobilitazione, organizzata dal sindacato Sudd Cobas con il sostegno di ARCI Firenze, tornano a chiedere l’apertura di un tavolo di confronto che porti all’internalizzazione e il rispetto delle tutele occupazionali, criticando il silenzio del Ministero della Cultura.

“Tema centrale – spiega Sarah Caudiero, Sudd Cobas – è il fatto che questi lavoratori fossero ancora precari dopo 10-15-8 anni di lavoro con questi contratti precari, lavorando in realtà la stragrande maggioranza dell’anno. Persone che, sempre con promesse che un giorno sarebbe arrivato un contratto indeterminato, hanno lavorato per Uffizi, Pitti, Boboli e altri musei di questa gara, e però nella realtà dei fatti questo contratto non è mai arrivato, mentre invece è arrivato il cambio di appalto, che ha visto subentrare una nuova azienda, CoopCulture. Di fatto in questo passaggio i lavoratori sono rimasti invisibili perché i loro contratti sono stati fatti andare a scadenza per l’ennesima volta in coincidenza con il passaggio, e quindi si è fatto fondamentalmente finta che non esistessero”.

“E’ una vicenda che va ben oltre lo snodo del rinnovo della concessione” dice stamani a Novaradio il professor Tomaso Montanari: “Il patrimonio culturale, gli Uffizi stessi, prima e dopo il rinnovo della concessione, prevedono come se fosse naturale un estesissimo numero di lavoratori precari. Il precariato – prosegue – è una moderna forma di schiavitù. È pensabile che gli Uffizi stessi si reggano in parte anche sul lavoro di tipo schiavile? Se il nostro patrimonio culturale deve favorire il pieno sviluppo della persona umana, come dice la Costituzione, è pensabile che questo sia compatibile con un lavoro che non è dignitoso?”. Nella sua lezione, Montanari, compirà una sorta di excursus storico su are, politica e lavoro: “Cercherò di fare capire come la storia dell’arte non viene fatta soltanto dai grandi committenti, dai sovrani, dal potere. La storia dell’arte è il frutto del lavoro di catene e catene di persone senza nome, oggi però le cose sono cambiate. Il nostro patrimonio culturale è fatto anche dagli schiavi, a noi sta ribaltare quella storia”.

Scritto da: Redazione Novaradio