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“Seven (Giant) Steps to Heaven” è il titolo di MetJazz 2026 – ASCOLTA

today09/02/2026

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    Enrico Romero, direttore della rassegna


FIRENZE – Sette serate principali, con undici concerti, 41 musicisti in scena, proiezioni cinematografiche, incontri e conferenze. Torna con la 31/a edizione METJAZZ la rassegna in programma dal 15 febbraio al 26 marzo a Prato al teatro Metastasio, al Teatro Fabbricone e in altri luoghi della città con la nuova direzione artistica di Enrico Romero e Giuseppe Vigna, che subentrano a Stefano Zenni.

Gli appuntamenti ruotano intorno anche a due anniversari: i centenari di Miles Davis e John Coltrane.  Si parte lunedì 16 febbraio al Teatro Metastasio alle ore 21 con un doppio appuntamento, quasi un “Gran Gala” del jazz, che celebra Miles: si parte con In a Miles Way, un sentito omaggio al maestro da parte di un ottetto diretto da Franco Baggiani e Diego Carraresi, una vera e propria “All Stars” intergenerazionale della scena jazz toscana, e si prosegue con la proiezione di Ascensore per il patibolo, il celebre noir diretto da Louis Malle e interpretato da un’indimenticabile Jeanne Moreau, che proprio alla colonna sonora di Miles Davis deve il suo alone di leggenda. Lunedì 23 febbraio al Teatro Metastasio alle ore 21, si esibiscono due gruppi tutti al femminile: dapprima il Tiptons Saxophone Quartet, un quartetto di sassofoni formato a Seattle da Amy Denio e Jessica Lurie, una vera e propria micro Big Band che spazia dal Jazz al Funk, dal Gospel al Balkan; a seguire la batterista, cantante e produttrice brasiliana Mariá Portugal in duetto con la pianista polacca Marta Warelis, emersa in questi anni come una delle musiciste più versatili, coraggiose e dotate dell’improvvisazione europea, presentano in anteprima il loro album di prossima uscita.

Lunedì 2 marzo al Teatro Metastasio alle ore 21, ancora un doppio concerto, questa volta dedicato a due nuove eccellenze del jazz italiano che presentano le loro opere prime: ad apertura di serata, considerato uno dei migliori talenti della nuova generazione, il chitarrista Francesco Zampini presenta in anteprima il nuovo album Somewhere, Everywhere, che si avvale della straordinaria partecipazione dello statunitense Jeff Ballard, uno dei batteristi più rinomati sulla scena internazionale, in una formazione completata dal talento del bassista Michelangelo Scandroglio; a chiusura di serata il trio EMEM, che riunisce tre dei solisti di maggior caratura del jazz italiano come il pianista Simone Graziano, il bassista Francesco Ponticelli e il batterista Marco Frattini, per presentare il loro album d’esordio. Domenica 8 marzo al Teatro Metastasio alle ore 21 va in scena il trio di James Brandon Lewis (miglior tenor sassofonista e miglior artista in assoluto dell’anno all’annuale referendum della storica rivista Down Beat), ormai considerato una delle punte di diamante del nuovo jazz statunitense, quello più vitale e coraggioso e erede dei suoni dei maestri Coltrane, Archie Shepp ed Albert Ayler. Venerdì 13 marzo, alla Scuola di Musica G. Verdi alle ore 21 in collaborazione con Toscana Produzione Musica c’è il concerto del Groovin’ High Bebop Quintet, diretti dal sassofonista Lorenzo Simoni, il trombettista Mauro La Mancusa, il pianista Alessandro Lanzoni, il bassista Gabriele Evangelista e la batteria di Simone Brilli per rendere omaggio ai roventi anni del Bebop, al suo linguaggio innovativo, le armonie complesse, le velocità vertiginose e ai maestri, Charlie Parker e Dizzy Gillespie in particolare, che ne furono i protagonisti. Lunedì 16 marzo al Teatro Metastasio alle ore 21 due eccellenze del sassofono riservano un nuovo doppio appuntamento: ad apertura di serata, Jon Irabagon (vincitore nel 2008 del Thelonious Monk Competition, il più prestigioso concorso di jazz al mondo), si esibisce a fianco di altri tre fuoriclasse del jazz contemporaneo come il pianista Matt Mitchell, il bassista Chris Lightcap e il batterista Sam Ospovat; a seguire l’Interstellar Electro Space vede in azione il sassofono di Francesco Bearzatti in coppia con la batteria di Stefano Tamborrino in un progetto che nasce proprio da un input di METJazz per celebrare Coltrane attraverso una rilettura contemporanea di Interstellar Space, album registrato da Trane in duetto con Rashied Alì solo pochi mesi prima della sua scomparsa e che si può quasi considerare come il suo testamento spirituale.

Per il concerto finale, venerdì 27 marzo al Teatro Fabbricone alle ore 21, non ci sarà come annunciato il quartetto di Ahmed Abdul-Malik, ma i File Elements di Steve Coleman.

Scritto da: Redazione Novaradio


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