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Inquinamento, Arpat: “In Toscana qualità dell’aria entro i limiti, acqua in peggioramento” – ASCOLTA

today16/02/2026

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    Pietro Rubellini, Arpat, su dati

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    Pietro Rubellini, Arpat, su cause inquinamento acque superficiali

FIRENZE – In Toscana la qualità dell’aria si conferma “complessivamente positiva” rispetto ai limiti vigenti; mentre nell’ultimo triennio è peggiorato lo stato delle acque superficiali. Quelle sotterranee risultano di “buona qualità” salvo nei contesti interessati da pressioni industriali o da sovrasfruttamento agricolo. E’ quanto emerge dalla 14ma edizione dell’Annuario dei dati ambientali di Arpat, presentato stamattina nella sede della Regione Toscana.

Dall’annuario emerge che “nel 2024 Firenze ha registrato un miglioramento significativo sul fronte del biossido di azoto”, mentre nella piana di Lucca “il particolato Pm10 ha continuato a rappresentare un elemento di pressione ambientale”; tuttavia, le anticipazioni relative al 2025 indicano “un rientro nei limiti normativi” anche per quest’area. Per quanto riguarda lo stato dell’acqua, Arpat fa sapere che “nei corsi d’acqua lo stato ecologico risulta buono nel 30% dei casi, sufficiente nel 49%, mentre il restante 21% si colloca tra condizioni scarse e cattive. Dal punto di vista chimico, il 55% dei corpi idrici raggiunge lo stato buono, mentre il 45% evidenzia criticità legate soprattutto alla presenza di sostanze”. Per le aree lacustri, “l’84% dei corpi idrici lacustri presenta una qualità chimica buona, mentre il restante 16% mostra superamenti per mercurio e nichel”. Nel triennio 2022-2024, Arpat ha registrato “un peggioramento generale, con una riduzione dei corpi idrici in stato ecologico buono del 13% e di quelli in stato chimico buono del 5%”. Le acque sotterranee mostrano nel 2024 una “situazione ancora critica: il 28% dei corpi idrici è in stato chimico scarso”.

Infine per quanto riguarda il mare, l’acqua ha “una buona qualità ecologica, con il 75% dei corpi idrici costieri in stato elevato o buono e il restante 25% in stato sufficiente. Permane invece una criticità strutturale sul piano chimico, che per il dodicesimo anno consecutivo risulta non buono”. Arpat dà conto anche del consumo di suolo che “interessa 142.096 ettari”: le incidenze maggiori si registrano nelle province di Prato, Pistoia e Livorno, mentre tra i comuni spiccano Forte dei Marmi, Firenze e Viareggio.

Il direttore generale di Arpat, Pietro Rubellini, ha sottolineato che “guardando alla qualità dell’aria, il quadro regionale si conferma complessivamente positivo rispetto ai limiti vigenti. Il biossido di azoto (No2), storicamente critico in alcune aree urbane, rientra pienamente nei limiti di legge, consolidando un trend di miglioramento avviato nel 2023. Le politiche di rinnovo del parco veicolare e le misure di contenimento delle emissioni hanno inciso in modo significativo, in particolare nella piana fiorentina. Anche le condizioni meteoclimatiche – ha aggiunto – con un maggior numero di giorni piovosi e precipitazioni più distribuite, hanno favorito la dispersione degli inquinanti garantendo l’affermarsi di una tendenza positiva”. Per Rubellini “permangono tuttavia, per il 2024, situazioni problematiche, come nella piana lucchese per il Pm10, legate in larga misura alla combustione delle biomasse nel riscaldamento civile”. Per Rubellini “la vera sfida, però, è rappresentata dal nuovo quadro europeo delineato dalla direttiva 2881/2024, che riduce sensibilmente i limiti oggi in vigore”.

Parlando delle acque superficiali Rubellini ha detto che “nel triennio 2022-2024 solo il 30% dei corpi idrici monitorati raggiunge uno stato ecologico buono o elevato, con un calo di 12 punti percentuali rispetto al triennio precedente; anche lo stato chimico registra una flessione di 4 punti. Gli eventi meteorologici estremi della fine del 2023 e del 2024 hanno inciso profondamente sugli ecosistemi fluviali e lacustri, evidenziando quanto il cambiamento climatico stia modificando gli equilibri ecologici”. Anche le acque marino-costiere, ha concluso, “mostrano di risentire degli effetti delle dinamiche climatiche: lo stato ecologico buono o elevato riguarda il 75% della costa, in calo rispetto all’88% del triennio precedente. Segnali incoraggianti arrivano, invece, dalle acque di balneazione”.

Scritto da: Redazione Novaradio