Cultura

Galleria dell’Accademia, restaurato il Trittico di Spinello Aretino – ASCOLTA

today23/02/2026

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    Andreina Contessa, Galleria dell’Accademia


FIRENZE – Sarà visibile da domani, 24 febbraio, l’esposizione che la Galleria dell’Accademia di Firenze ha dedicato al restauro del Trittico di Spinello Aretino (1350-1410) raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo, Giovanni Battista, Andrea, Matteo, e i Profeti Geremia e Mosè. L’intervento, avviato nel novembre 2024 e appena concluso è stato accompagnato da una campagna di indagini diagnostiche. La mostra è allestita fino all’11 maggio nelle sale del primo piano riservate alla pittura fiorentina del Tardo Trecento. All’interno dell’esposizione un video racconterà la storia conservativa del dipinto e le diverse fasi dell’intervento, con il supporto di testi e immagini di approfondimento.

Il trittico, un dipinto su tavola a fondo oro, firmato e datato 1391, fu commissionato dal mercante lucchese Paolino di Simonino di Bonagiunta per l’oratorio di Sant’Andrea a Lucca: i santi raffigurati nei pannelli laterali rendono omaggio a Sant’Andrea, titolare della chiesa, e ai nomi del donatore e dei suoi fratelli. Nel 1850 il trittico rischiò di essere esportato all’estero a seguito di una vendita illecita, vendita bloccata tempestivamente dal governo toscano che ne sancì la definitiva assegnazione alla Galleria dell’Accademia di Firenze. Prima dell’attuale intervento, il dipinto presentava un aspetto profondamente alterato a causa delle molteplici vicissitudini attraversate nel corso dei secoli. Il restauro ha avuto come obiettivo il recupero delle parti originali e il ripristino dell’equilibrio e della continuità visiva del trittico, migliorando la percezione estetica e la fruizione dell’opera.

“L’allestimento creato per il ritorno nelle sale della Galleria dell’Accademia di Firenze del trittico di Spinello Aretino – ha detto il direttore generale Andreina Contessa – nasce dall’idea di valorizzare non solo la qualità straordinaria dell’opera e la sua importanza nell’evoluzione della pittura toscana a cavallo tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, ma soprattutto di mettere in luce il lavoro invisibile che si svolge quotidianamente dietro le quinte di un museo e che vogliamo condividere con il pubblico”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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