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“Il cinema “minore” di Pier Paolo Pasolini”, a Cango una mini rassegna tematica – ASCOLTA

today03/03/2026

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    Gabriele Rizza, curatore della rassegna

FIRENZE – Dal 3 all’8 marzo, prima delle repliche di “Ma a serve la luce?” l’ultima creazione coreografica di e con Virgilio Sieni, Cango ospita “Il cinema “minore” di Pier Paolo Pasolini”, una rassegna dedicata a corti e documentari di Pasolini a cura di Gabriele Rizza.

“Il cinema “minore” di Pasolini, se così vogliamo chiamarlo giusto per dargli una cornice temporale, lo è solo per metraggio non certo per qualità espressiva, densità narrativa, originalità, impegno e esplosività artistica”, spiega Rizza. “Il cinema “minore” di Pasolini è un corpus ondeggiante di corti medi e documentari, un itinerario inquieto, anche febbrile e festoso, un pentagramma di echi e respiri dove la realtà incontra la poesia, la fiaba sciama nel surreale, la cronaca diventa suggestione, quando non ricognizione ambientale, “appunti” come lui stesso li definisce in vista di ulteriori, anche se non necessari approfondimenti. In questi lavori, comunque compiuti, il cineasta Pasolini dialoga in maniera più diretta e spontanea, a tratti persino con allegria, meno filtrata dall’obbligo della messinscena, con la forza immaginifica dello scrittore, con la percezione mistica dell’antropologo, con la sensibilità critica dell’intellettuale, con la frenesia metafisica del poeta.”

Il primo appuntamento il 3 marzo alle 19.00 è con “La ricotta”, episodio di RoGoPaG (1963), capolavoro indiscusso, geniale divertissement sul valore del cinema, in programma il 7 marzo alle 17.30 “La terra vista alla luna”, episodio tratto da Le streghe (1967) è , con Totò, Silvana Mangano, Ninetto Davoli, silente viaggio comico picaresco alla ricerca di qualcosa. Il 6 marzo alle 18 in proiezione “Che cosa sono le nuvole”, tratto da Capriccio all’italiana (1967), con Totò, Ninetto Davoli, Laura Betti, riflessione poetica sul senso dell’esistenza, sul rapporto fra l’apparenza e la verità, tra l’agire e il pensare. Episodio tratto di Amore e rabbia (1968) è “La sequenza del fiore di carta” in proiezione l’8 marzo alle 16.00, sospesa metafora sull’impossibilità dell’innocenza. Due documentari completano il programma: “Sopralluoghi in Palestina” (1965) (4/3 ore 18.30), girati in vista del Vangelo che da lì a poco avrebbe realizzato fra la Galilea, la Giordania e la Siria (location alla fine scartate a favore di Matera), e “Le mura di Sana’a” (1971) (8/3 ore 16.00), filmate durante la lavorazione del Decameron (il pezzo non finì poi nel film) e alla fine rivolte all’Unesco in forma di appello per la salvezza della città dal degrado.

Scritto da: Redazione Novaradio