News

In Toscana boom di ricette per esami e visite, la Regione mette 32 ML per ridurre le liste d’attesa- ASCOLTA

today03/03/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Monia Monni, ass. sanità Toscana su fondi riduzione liste attesa 03032026

  • cover play_arrow

    Federico Gelli, capo Direzione Sanità su boom prescrizioni e riduzione liste d’attesa 0302026

 –

TOSCANA  – La Toscana stanzia 32 milioni di euro di fondi propri per contrastare le liste di attesa in sanità nel 2026: di questi, 20 milioni andranno a potenziare l’attività interna dei presidi sanitari (2 milioni in più rispetto allo scorso anno), gli altri 12 milioni andranno al privato accreditato.

La delibera è stata presa ieri dalla giunta regionale, si spiega, per far fronte ad un “carico” di domanda sanitaria che non accenna a diminuire in presenza di risorse statali che non aumentano. Si tratta di un rafforzamento delle misure già prese nel 2025, ha spiegato l’assessora regionale alla salute e alle politiche sociali Monia Monni, che hanno permesso di recuperare 16.000 interventi chirurgici e 356.000 prestazioni ambulatoriali: “Un investimento che sta totalmente sulle spalle della Regione perché al di là delle chiacchiere il governo non ha messo un euro in più per il contenimento delle liste d’attesa”.

Contrastare e provare a ridurre il fenomeno delle liste di attesa in sanità per la Regione Toscana è imperativo ancor più impellente: i dati infatti parlano di un vero e proprio “boom” della domanda sanitaria: nel 2025 le visite specialistiche prescritte sono state il 41% in più rispetto a cinque anni prima, e le prestazioni di diagnostica strumentale sono cresciute nello stesso lasso di tempo addirittura del 49,8%.

Prescrizioni non sempre appropriate: “Se da un lato la crescita si spiega con l’aumento dell’età media, delle patologie oncologiche e di quelle croniche, c’è un ampia fetta di prescrizioni dettate dalla ‘medicina difensiva’, anche per la forte presenza di medici giovani e meno esperti” dice il capo Direzione Sanità, Federico Gelli.

Ecco che per aiutare i prescrittori, per rendere anche più omogenei i criteri e provare a contenere l’incremento di richiesta di visite ed esami, la Regione ha messo a punto un sistema basato su quesiti diagnostici standardizzati, soprattutto nei settori dove l’inappropriatezza risulta più elevata: dermatologia, ortopedia, cardiologia, neurologia, gastroenterologia. La sperimentazione condotta su risonanze magnetiche e Tac, è stato spiegato, ha dato buoni frutti e permesso una riduzione dell’11% delle prescrizioni inappropriate. Si attendono risultati analoghi per le visite specialistiche.

Scritto da: Redazione Novaradio