Cultura

“Lieto Fine”, di e con Alessandro Benvenuti in scena al Teatro Corsini di Barberino di Mugello – ASCOLTA

today25/03/2026

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    Storie di Teatro e dintorni – Alessandro Benvenuti


FIRENZE – Appuntamento venerdì 27 marzo alle 21.30 al Teatro Corsini di Barberino di Mugello con “Lieto Fine”, lo spettacolo di e con Alessandro Benvenuti, che ne ha curato la regia insieme a Roberto Abbiati, capitolo finale della trilogia delDinosauro Canterino”.

“Questa trilogia – spiega Benvenuti a Novaradio – è una cosa che va avanti dal 2000 che ha come protagonisti un padre, una madre, delle figlie e qualche animale a volte di troppo. Il primo episodio (Un comico fatto di sangue) era formato da cinque brevi atti che facevano vedere questa famiglia dal 2000 al 2015. Il secondo episodio (Panico ma rosa) è ambientato durante il Covid, questo è l’ultimo dove il padre è come se tirasse le fila di tutta la sua vita in questa in questo ultimo e terzo capitolo. È anche un esercizio di scrittura sul linguaggio comico.

“Io non non m’accontento mai – prosegue Benvenuti – ogni volta che faccio uno spettacolo, cerco sempre di fare una sorpresa a chi mi segue da tanti anni e quindi vario in qualche modo anche il tipo di proposta comica per non essere sempre uguale a se stessi perché poi uno si annoia anche o muore prima di morire se fa soltanto quello che che piace al pubblico e si fissa su quelle cose là.”.  “Lieto fine in effetti è veramente una una una una follia. Perché è uno spettacolo che si che si basa su un concetto: a un certo punto uno dice “Ma io in casa mia da morto non mi ci vedo”. E quindi su questa su questo assunto che sembra un assunto drammatico, e invece in realtà poi io ci costruisco un impianto narrativo che è un impianto comico. Ho usato questa questo pensiero che ogni tanto mi viene, ma non perché sia triste o rassegnato, perché sono un comico e quindi in qualche modo mi piace scherzare anche con questi temi finali estremi”.

La storia racconta di una bicicletta multifunzionale che attende tutti i giorni il proprio pedalatore dentro un box poco attendibile, arredato con scarne ed essenziali memorie. Colui che ogni giorno la mette in funzione pedalandola è un uomo che attraverso gli auricolari del suo cellulare è costantemente in contatto con decine di voci di persone care, amici, importuni e suoni vari. La condizione in cui l’uomo si trova tutti i giorni della propria vita senza accorgersene perché c’è da andare al lavoro, al cinema, a letto, allo stadio, al mercato, è surreale: ma il pedalatore ha un amore, un destino, una grande paura, e la strana bicicletta è la risposta ad ogni apparente mistero.

Scritto da: Redazione Novaradio