Uncategorized

Casa, l’appello degli architetti: “Serve un tavolo di confronto e più trasparenza”. “Disponibile” replica Funaro. E difende l’accordo con la BEI – ASCOLTA

today01/04/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Antonio Bugatti, vicepres. Ordine Architetti 1 aprile 2026

  • cover play_arrow

    Sara Funaro su accordo BEI e Tavolo sull’abitare 01042026

 –

FIRENZE – Dopo lo schiaffo, la mano tesa sull’urbanistica: a pochi giorni da un acceso confronto tra l’Ordine degli architetti di Firenze ed i rappresentanti delle commissioni urbanistica e sociale del Comune di Firenze sui temi della casa e delle politiche abitative, in cui erano emerse forti critiche sulle politiche  degli ultimi 10-15 anni –  dal a “‘urbanistica d’ufficio” basata sulla contrattazione con il privato ai mancati investimenti su edilizia sociale e popolare (Ers e Erp) – l’Ordine riparte rilanciando il dialogo e chiedendo al Comune più partecipazione e trasparenza.

Come lo ha spiegato stamani ai microfoni Novaradio il vicepresidente dell’Ordine, Antonio Bugatti: ad esempio con l’istituzione di un “tavolo sull’abitare”, di concertazione e confronto permanente, in far sedere non solo politici e amministratori, ma anche urbanisti, architetti, costruttori edili e anche cittadini. Obiettivo quello di dare spazio a edilizia a canone convenzionato o comunque accessibile, perché troppi investimenti solo nel settore luxury sviluppano una spirale inflattiva che porta al rialzo dei prezzi immobiliari anche degli altri comparti.

“Se aumento la rendita immobiliare, l’investimento su immobili a fasce di reddito molto alte, automaticamente si eleva la richiesta di redditività anche per le fasce più basse. C’è una reazione a catena e bisogna contrastare questo”. Dice Bugatti: “Bisogna incrementare il patrimonio in locazione che deve essere accessibile, soprattutto alle fasce deboli, medio-basse, perché quelli che erano dei redditi buoni per una locazione nel passato oggi non lo sono più”. Di qui, un’altra proposta, la deroga limitata ai “volumi zero”: “Non una liberalizzazione, ma individuare aree interstiziali in zona urbanizzata, perché solo costruendo ex novo si ha certezza su tempi e costi”.

Il “tavolo” proposto dall’Ordine sarebbe un luogo, spiega Bugatti, in cui pianificare l’intervento in modo coordinato, con una visione complessiva che finora è mancata, previa mappatura degli immobili pubblici da destinare ad edilizia convenzionata, che è al centro anche del recente accordo del Comune di Firenze con la BEI (Banca Europea di investimento) su cui sono piovute molte critiche, tra cui il rischio che si deleghi ancora una volta ad altri decisioni e stanziamento di risorse.  “Dovremo vedere i dettagli – dice Bugatti, sottolineando tre fattori decisivi per la realizzazione di interventi di edilizia sociale: disponibilità di aree su cui intervenire a costo ridotto, certezza dei tempi di approvazione grazie a canali preferenziali, e una redditività che è giusta rispetto all’investimento: “Naturalmente bisogna stare attenti: sugli interventi di edilizia sociale o pubblica addirittura, deve essere la compensazione dei costi e non una rendita”.

Agli architetti risponde a stretto giro stamani la sindaca di Firenze, Sara Funaro, da poche ore rientrata dalla missione a Barcellona in cui ha discusso con amministratore tecnici della capitale catalana sui progetti innovativi di edilizia sociale, spiegando e difendendo lo spirito e gli obiettivi dell’accordo con la BEI: “Abbiamo letto commenti che dicevano che” l’intesa “andava in una direzione che non era quella della centralità del pubblico, in realtà è esattamente il contrario. La convenzione attivata con la Bei è per farci fare uno studio su immobili e aree che indichiamo noi”, tutto questo “con un confronto con i cittadini e per poi poter aumentare il patrimonio pubblico”. Inoltre, ha puntualizzato Funaro, “sono interventi di edilizia sociale che rimarrà pubblica”, e quindi non tornerà sul mercato dopo 10 o 20 anni. E all’appello degli architetti risponde con un sì: “Ben venga il tavolo di confronto, siamo sempre pronti a dialogare con con tutti, ma alla fine le decisioni le deve prendere la politica”.

Scritto da: Redazione Novaradio