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Perquisito un esponente storico dei Carc toscani, l’ipotesi di reato è organizzazione sovversiva: “Accuse ridicole, è un attacco politico” – ASCOLTA

today22/04/2026

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    Paolo Babini – CARC Toscana 23042026

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    Fabio Gamboni Carc Toscana 22042026

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FIRENZE – “Le accuse” che mi hanno rivolto “sono stupide, ridicole. Dietro a queste c’è una manovra di carattere politico”, “l’accusa” di aver inneggiato alle Brigate Rosse “è falsa. Noi abbiamo una scuola di partito e anche del fenomeno Br analizziamo gli aspetti positivi e negativi, come si fa con qualsiasi scienza. Perché tutto questo sta accadendo ora? Perché il governo è debole e quando un animale è debole ha delle reazioni scomposte”.

Lo ha detto Paolo Babini, componente della direzione del Partito dei Carc, a margine di una conferenza stampa a Firenze: ieri è stato perquisito perché indagato insieme ad altri appartenenti ai Carc per un’inchiesta di procura e digos di Napoli per una presunta associazione finalizzata alla commissione di atti di violenza di carattere terroristico ispirata alle Br e alle Nuove Br. “Noi oggi siamo un partito d’attacco – ha aggiunto – e quindi a fronte di questo attacco questi signori cercano di provvedere nel modo in cui riescono, con la repressione e con accuse che non stanno né in cielo né in terra”.

Babini ha ricordato ciò che è accaduto ieri: “Alle 5.45 sono arrivati nella casa dove risiedo sei poliziotti della Digos, da Napoli, con un avviso da parte della procura di Napoli dove mi si accusa dell’articolo 270 bis, è stato l’articolo utilizzato per incarcerare Gramsci. Noi siamo sotto persecuzione da quando siamo nati. Ieri abbiamo elencato tutti i provvedimenti giudiziari che, nel tempo, ci hanno investito e tutti si sono risolti in un nulla di fatto: sarà così anche per questo”. Rispetto al passato, ha spiegato Babini, “non direi che la situazione è peggiorata. Nel 1999 abbiamo comunque avuto 90 perquisizioni in Italia. La nostra influenza in città e sulla nazione cresce, anche a livello internazionale siamo presenti”.

Domani è stato annunciato un presidio in piazza dei Ciompi. Dai Carc si fa presente che si tratta di “un attacco repressivo. È una questione politica che riguarda tutti. Noi sappiamo che il governo Meloni è entrato in una fase di crisi terminale e degenerativa”, “sappiamo che nelle fasi di crisi del sistema di potere, la borghesia e i suoi apparati repressivi ricorrono a montature giudiziarie, provocazioni e azioni criminali di vario genere”, dice Fabio Gamboni dei Carc.

Solo ieri fa due esponenti dei Carc Toscana, tra cui la segretaria Silvia Fruzzetti, avevano denunciato di aver ricevuto la notifica di multe per manifestazione non autorizzata (da 1.000 a 10.000 euro) per aver organizzato un presidio con striscione davanti ad una sede fiorentina di Fratelli d’Italia

Scritto da: Redazione Novaradio