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Ex-Gkn, la nuova proprietà verso la demolizione della fabbrica. Salvetti: “È sempre stata questa la prospettiva e le istituzioni sapevano” – ASCOLTA

today07/05/2026

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    Dario Salvetti, Collettivo di fabbrica exGKN, 19 novembre 2024

FIRENZE – “Quello che emerge in quell’articolo è qualcosa di già scritto. Io faccio fatica a pensare che non lo sapessero già tutti”. Con queste parole Dario Salvetti del Collettivo di Fabbrica Ex Gkn commenta a Novaradio l’articolo apparso ieri sulle pagine de La Nazione dove Vincenzo Graniglia, amministratore di Idea Group, la società che ha messo in campo 22 milioni di euro per il piano di concordato approvato dal tribunale fallimentare di Firenze per rilanciare la fabbrica di Campi Bisenzio ferma dal luglio 2021, ha dichiarato di voler demolire la fabbrica per ricostruirla da zero, senza spiegare nel concreto cosa sorgerà sulle ceneri della GKN.

Il dito è puntato sulle istituzioni: “A voler ricostruire le cose a posteriori si capisce perché nessuno è mai intervenuto, ma si capisce soprattutto perché mai nessuna istituzione ha fatto una domanda a queste persone su che cosa volessero fare dello stabilimento tenendo un intero territorio a lottare per trovare un piano industriale a una fabbrica quando dall’inizio non ci poteva essere evidentemente nessun piano industrial, per il semplice fatto che il piano economico era guadagnare sull’area e sullo stabilimento”, spiega Salvetti. “Uno stabilimento – precisa – che nel 2021 era l’avanguardia, nel 2026 è da buttare giù con un’operazione che probabilmente è  di 30-35 milioni di euro”, tra quanto già pagato, demolizione, ricostruzione e pagamento dei de debiti di QF. Rimangono anche le domande su chi sia il player industriale dietro all’operazione: “Idea Group a me risulta essere un soggetto che guadagna dalla ristrutturazione e dalla costruzione di immobili, che poi vengono venduti a grandi fondi immobiliari. Ora la domanda è questi fanno questo grosso investimento senza aver dietro nemmeno il player industriale? E se è così, perché non lo si può sapere chi è questo player industriale?”, si chiede Salvetti.

Altro nodo centrale quello dei lavoratori, che secondo le dichiarazioni di Graniglia in parte potranno essere riassunti nella futura misteriosa azienda. “Hanno distrutto posti lavoro per fare un’operazione in cui dicono che ricreeranno dei posti di lavoro dopo aver lucrato sulla ricostruzione dello stabilimento. E perché dicono che creeranno decine di posti di lavoro? Quella è un’area enorme, evidentemente perché l’impatto della logistica sarà importante, perché solo la logistica ha una tale rapporto posti di lavoro area”, spiega Salvetti. E ancora una volta precisa: “Noi non ce l’abbiamo con Idea Group che evidentemente fa il suo mestiere, ma con l’idea che le istituzioni non sapessero, ne devono rispondere tutte le giunte che compongono un consorzio industriale pubblico che guarda caso è sempre arrivato in ritardo, anche perché se era dichiarata la pubblica utilità sull’area, cosa che poteva essere fatta da mesi, come si poteva dire oggi che quell’area poteva essere toccata?”.

Intanto il Collettivo di Fabbrica rilancia la mobilitazione per l’11 e il 12 luglio prossimi e invita a sostenere l’azionariato popolare entro il 30 di giugno per il progetto di fabbrica socialmente integrata promosso dalla cooperativa GFF.

Scritto da: Redazione Novaradio