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Andrea Piazzoli, referente del gruppo di lavoro sulla psicologia digitale dell’Ordine degli Psicologi della Toscana
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Eugenio Giani su legge IA
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Antonio Mazzeo (PD) su Legge IA
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Lorenzo Falchi (AVS) su legge IA
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FIRENZE – L’Assemblea legislativa della Toscana ha approvato nella seduta di martedì 21 luglio la legge regionale sull’uso responsabile e consapevole dell’intelligenza artificiale. La Toscana diventa così la prima Regione in Italia dotata di una legge organica in materia. Il provvedimento introduce la Carta toscana dei diritti digitali, che riconosce ai cittadini il diritto a essere informati sull’uso dell’IA, a ottenere spiegazioni comprensibili sulle decisioni algoritmiche e a chiedere l’intervento di una persona a fronte di decisioni amministrative automatizzate. Prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale, gestito con il supporto di IRPET, il rafforzamento della rete dei Punti Digitale Facile, misure per la tutela dei minori e il diritto alla disconnessione.
La legge si inserisce in un percorso più ampio già avviato dalla Regione sul fronte dell’intelligenza artificiale: dalla legge regionale 57/2024 sull’innovazione digitale, che ha fatto della Toscana la prima Regione italiana a recepire i principi dell’AI Act europeo, al rafforzamento del Consorzio Metis come punto di riferimento per la digitalizzazione di enti locali, sanità e pubblica amministrazione; fino alla partecipazione al progetto interregionale Reg4IA insieme a Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Sardegna, focalizzato su resilienza territoriale e intelligenza artificiale generativa. La Regione ha inoltre pubblicato linee guida per l’adozione consapevole di soluzioni di IA nella pubblica amministrazione e promosso, insieme alle imprese del territorio, iniziative come le challenge rivolte ai giovani per la progettazione di assistenti virtuali al servizio di bisogni sociali concreti.
“Con questa legge – commenta il presidente Eugenio Giani – la Toscana scrive una pagina che va oltre i confini regionali: siamo la prima Regione italiana a dotarci di una disciplina organica sull’Intelligenza Artificiale, e lo facciamo scegliendo con chiarezza da che parte stare”. Per il gruppo Avs in Consiglio regionale “la Toscana fa un passo chiaro verso una transizione digitale che viaggi di pari passo con la tutela dei diritti fondamentali, del lavoro, delle persone”, per Fdi, legge Toscana invece “è solo norma manifesto senza utilità”.
“La legge è proprio uno di quei “primi passi” che servono per dare un orientamento su quali sono i potenziali rischi e le opportunità che questo strumento offre”, commenta a Novaradio Andrea Piazzoli, psicologo esperto di IA. “Il testo, per come è scritto, cerca proprio di dare una linea di indirizzo a tutti quelli che sono gli organismi della Regione e che hanno un impatto sul territorio. Quindi e cercare di identificare delle occasioni di educazione, di psicoeducazione per intercettare gli utenti che potrebbero non avere tutti gli strumenti per poter utilizzare l’intelligenza artificiale in maniera adeguata e che quindi potrebbero essere maggiormente soggetti a una serie di errori nell’utilizzo che potrebbero portare, appunto, al rischio, conseguenze negative nel tempo”.
Ci sono però secondo Piazzoli anche degli aspetti che la legge avrebbe potuto tenere in maggiore considerazione, come quello dell’autonomia decisionale: “Io avrei parlato proprio di sovranità cognitiva – spiega l’esperto – perché uno dei principali problemi è proprio quanto si va a delegare le proprie funzioni cognitive all’intelligenza artificiale e come questo può provocare sia debito cognitivo, sia nel tempo il non riconoscere quante e quali decisioni implicite si va a delegare all’intelligenza artificiale. A questo si sommano elementi come la dipendenza da uso di intelligenza artificiale, oppure burnout, oppure ansia da sostituzione lavorativa. Sono tutti degli aspetti strettamente psicologici legati ai rischi dell’uso intensivo di intelligenza artificiale: in questo caso l’aspetto psicologico non è stato preso completamente in considerazione come come poteva essere. Però è un aspetto che può essere declinato tranquillamente dal testo per come è scritto: la legge presenta le linee generali del come si potrebbe intervenire a livello di Regione, poi nel mettere a terra gli strumenti che la Regione propone è possibile comunque inserirlo.”.
E avverte: “Su temi centrali come quello della sostituzione del lavoro la Regione può arrivare fino ad un certo punto, uno strumento nazionale a un certo punto sarà necessario”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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