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Contrasto alla violenza di genere, Gordigiani (Artemisia): “Riguarda tutte e tutti e per affrontarlo ci vogliono finanziamenti strutturati” – ASCOLTA

today10/09/2026

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    Annalisa Gordigiani, Centro Antiviolenza Artemisia

 

FIRENZE – “Dobbiamo puntare alla ricostruzione di un nuovo linguaggio dei rapporti, perché nella nostra società siamo tutte e tutti in mezzo a questa cultura patriarcale e questi fenomeni dei femminicidi non sono fenomeni appunto isolati”, lo ha detto Annalisa Gordigiani, consigliera e avvocata del Centro Antiviolenza di Firenze Artemisia, intervenuta stamattina sulle frequenze di Novaradio dopo i funerali a Squinzano in Puglia di Lorena Isceri, la 45 gettata dall’ex da un viadotto dell’A1 e ricordata ieri a Firenze da un minuto di silenzio pubblico in piazza della Signoria.

Tutti noi dobbiamo prendere posizione e rendersi conto che possiamo fare qualcosa”, prosegue Gordigiani, “l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole è fondamentale, dall’altra c’è la questione della tutela e quindi di rispondere correttamente a chi chiede aiuto. E questo si può fare facendo sapere alle donne che ci sono dei luoghi sicuri a cui far riferimento e che c’è un lavoro di rete. Denunciare è importante, ma è importante anche farsi assistere.”.

I dati emersi ieri da una visita dell’assessora regionale alla parità di genere Cristina Manetti alla centrale unica di risposta 112 della Toscana, parlano chiaro: circa 500 le chiamate che ogni mese arrivano al numero unico di emergenza 112 per segnalare possibili situazioni di violenza, di queste il 95% riguarda donne. Le segnalazioni riguardano soprattutto episodi in ambito domestico, ricondicubili a sfera affettiva e relazionale, seguito dal luogo di lavoro. Spetta poi alle forze di polizia verificare quanto riferito e gestire gli eventuali interventi. Tra cui anche l’attivazione del Codice Rosa.

“La violenza – spiega ancora Gordigiani – è un fenomeno trasversale e a noi si rivolgono donne di vari varie età, anzi l’età si sta molto abbassando, soprattutto anche se si considera le violenze sessuali e anche donne che lavorano, come Lorena: mera una donna che non aveva problemi economici, era una donna comunque o sociali, quindi non ci sono differenze particolari di origine di origine di qualsiasi tipo, tutti i tipi di donne si rivolgono a noi, donne e mamme oppure anche donne single e questo ci deve far riflettere proprio nel senso che questo è qualcosa che riguarda tra tutte e tutti”. Anche dal Centro Antiviolenza Artemisia arriva la richiesta di un maggior impegno economico da parte delle istituzioni: “Come ben ha chiesto il padre di Lorena, pur nel dolore è stato piuttosto lucido nel fare questa richiesta alle istituzioni che devono con una voce univoca aiutare i centri antiviolenza, finanziare perché molto spesso noi sopravviviamo anche grazie ai generosi aiuti dei privati, però ci vuole qualcosa di strutturato e che venga dall’alto e senza distinzione tra destra, sinistra, centro”.

Scritto da: Redazione Novaradio