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Alla luce del sole - Episodio #3
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Federico Gianassi, deputato e segretario PD Firenze
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FIRENZE – La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge che reca “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, già approvato dal Senato lo scorso 10 giugno. Il testo, di iniziativa governativa e presentato dai Ministri di Giustizia e Salute, introduce nell’ordinamento un nuovo modello di esecuzione penale per i condannati e gli imputati affetti da tossicodipendenza o alcoldipendenza, imperniato sulla detenzione domiciliare presso strutture terapeutiche. Il provvedimento introduce nel Testo Unico stupefacenti i nuovi istituti regolati dagli articoli 94-ter e 94-quater ed è stato previsto un fondo da oltre 19 milioni di euro annui a partire dal 2026.
La preoccupazione delle associazioni che lavorano con il carcere è che lo stanziamento non sia però sufficiente “20 milioni di euro sono una cifra importante ma irrisoria se paragonata alla quantità di detenuti con problematiche relative alla tossicodipendenza”, dichiara sulle pagine del Corriere Fiorentino Alessio Scandurra dell’associazione Antigone.
“Noi a questo procedimento avevamo presentato molti emendamenti che proprio cercavano di tappare alcune falle”, commenta ai microfoni di Novaradio Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera. “Ad esempio il piano finanziario che è previsto è modesto, il numero dei detenuti tossicodipendenti che potrà andare in comunità terapeutica è molto molto esiguo perché se non ci sono le risorse evidentemente non è possibile costruire un sistema molto radicato. Anche sulla questione relativa alle comunità terapeutiche, occorre fare un lavoro molto significativo, non non devono essere strutture, come dire, detentive, devono essere strutture proprio finalizzate al recupero e al reinserimento sociale della persona che soffre della dipendenza. E quel provvedimento ha visto il nostro voto di astensione perché il principio che lo ispira è condivisibile però, appunto, non è stato un voto a favore, ma un’astensione perché ci sono ancora molti limiti e l’efficacia concreta sarà piuttosto modesta”.
Tra gli ordini del giorno presentati nei giorni scorsi dal PD al disegno di legge sui tossicodipendenti fuori dal carcere e accolti “come raccomandazione” ce n’è anche uno che propone lo stanziamento di 50 milioni di euro per riqualificare il carcere di Sollicciano. “La Camera – spiega Gianassi – ha approvato questo atto politico di indirizzo che chiede di impegnare il governo a investire almeno 50 milioni di euro per un progetto di radicale riqualificazione. È ovviamente un atto non vincolante, quindi non c’è immediatezza di realizzazione, però è un atto politicamente molto impegnativo perché il governo è chiamato a rispondere a questo punto all’impegno assunto dalla Camera. Per questo io già in questi giorni sollecito e solleciterò il Ministero della Giustizia e il Ministro Nordio per dire pubblicamente, in modo trasparente, come intende dare attuazione a questo impegno, con quali tempi e con quale progettualità. Lo considero un buon primo punto perché ribadisco in questi anni di fronte al disastro di di Sollicciano atti parlamentari che invitavano il governo ad agire erano stati respinti. Quindi questo può essere considerato un primo punto di svolta, ma occorre dare molta concretezza perché la situazione è talmente grave che non può essere perso ulteriore ulteriore tempo.2
“Secondo me, la società civile, l’opposizione e tutti i parlamentari dovrebbero preoccuparsi di verificare che i tempi di attuazione di questa idea che potrebbe essere positiva si concretizzino non fra 10 anni, non fra 5 anni, ma auspicabilmente iniziando a lavorarci da subito e con delle idee: se non c’è un progetto complessivo di riabilitazione, di rieducazione, di ascolto, di assistenza 50 milioni non servono a nulla”, aveva commentato ieri a Novaradio Stefano Cecconi di Pantagruel.
Scritto da: Redazione Novaradio
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