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Femminicidio Lorena Iscieri, ieri più di mille persone in presidio a Firenze – ASCOLTA

today07/09/2026

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    Funaro da fiaccolata Lorena Iscieri

FIRENZE – Una folla composta e commossa, oltre un migliaio di persone, si è ritrovata a Firenze per ricordare Lorena Isceri, la 45enne originaria di Squinzano (Lecce) uccisa giovedì scorso sul viadotto dell’A1 a Barberino di Mugello dall’ex fidanzato Federico Vella. In tanti hanno raccolto l’appello lanciato dall’amministrazione e si sono radunati davanti all’abitazione della donna in via Panciatichi, chi con un fiore, chi con una candela. Un lungo applauso ha salutato la madre che è scesa in strada, protetta da un cordone delle forze dell’ordine e si è intrattenuta di fronte al portone del condominio con la sindaca Sara Funaro e i genitori di Michela Noli, uccisa dall’ex marito a Firenze nel 2016.

“Si sente l’affetto, vi ringrazio tutti”, le parole della donna, che dopo pochi minuti è rientrata nell’abitazione. Sulla porta dell’edificio sono stati lasciati dei fiori. “Noi siamo qui perché vogliamo proprio far capire che qualcosa deve cambiare. veramente – le parole della madre di Michela Noli, Paola Alberti – Bisogna fare qualcosa di concreto”, “dobbiamo agire e per agire bisogna essere compatti perché è responsabilità di ognuno”. “Il nostro appello è ‘dire basta’, è un chiedere aiuto. Tutti i genitori chiedono aiuto ma nessuno li ascolta, così sembra”.

La processione silenziosa di persone davanti al portone dove viveva Lorena Isceri per lasciare una candela o un fiore, è continuata anche dopo la conclusione del presidio in ricordo della donna. All’ingresso lasciati anche due striscioni ‘Il possesso non è amore’ e ‘Il patriarcato non ci protegge, ci uccide’, oltre a dei biglietti-ricordo. In uno si legge ‘Ciao Lorena fai buon viaggio. Non ci siamo mai incontrati, ma la tua scomparsa spezza il cuore. Un abbraccio dalla tua Lecce’, provincia di origine della 45enne. Tra i presenti anche le sindache di Bergamo, Elena Carnevali, e di Perugia, Vittoria Ferdinandi, che si trovavano a Firenze per un incontro della Festa dell’Unità e tantissimi sindaci e amministratori della provincia.

“Il rischio che abbiamo nel nostro Paese, visto quanti femminicidi ci sono, è quello della normalizzazione. Invece non solo dobbiamo far sentire la nostra voce, ma partire da questi momenti per continuare a mettere in campo sempre più politiche di prevenzione, perché questi fatti non accadano più”, ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro partecipando al presidio.
“Il significato di questa iniziativa – ha detto la prima cittadina – è fare in modo che tutta la comunità fiorentina si stringa intorno alla famiglia di Lorena. Quello che è accaduto è una ferita per tutta la città e per il Paese”, “per questo noi abbiamo deciso di essere qui nel luogo dove lei aveva deciso di vivere”. La sindaca ha anche ricordato l’importanza di denunciare “quando si ha il minimo segnale. Bisogna avere il coraggio e la forza per farlo perché non accadano cose come queste”. E “noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo fare in modo che quando percepiamo anche lontanamente un segnale di violenza, che sia verbale o di qualsiasi altro tipo, condannarlo e fermarlo perché questo è il nostro compito”. A proposito dell’appello del padre di Lorena sulla necessità che le istituzioni facciano qualcosa a partire dalle scuole, Funaro ha ricordato che “per quanto riguarda l’educazione affettiva, noi lo facciamo già. Io penso che il governo debba avviare una riflessione molto seria per fare in modo che questo diventi una prassi consolidata in tutte le scuole in tutta Italia”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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