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Ddl antisemitismo e i rischi concreti per la manifestazione del dissenso contro la politica israeliana – ASCOLTA

today23/09/2026

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    Donatella Della Porta, docente Università Normale di Pisa – 23 settembre 2026

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TOSCANA – Si infiamma il dibattito sul “ddl antisemitismo” all’esame del Parlamento. Ieri dopo una lunga riunione di segreteria, il PD ha deciso: “Non voteremo la legge continuerà a utilizzare la definizione operativa formulata dall’ Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto” ha detto Elly Schlein. In questo modo i Dem decidono di accogliere le posizioni di chi ormai da mesi denuncia il rischio che utilizzando questa definizione possano essere definito e sanzionato come “antisemita” anche le manifestazioni di dissenso e critica contro la politica del governo israeliano.

“Il rischio c’è  – conferma Donatella della Porta, docente di scienza politica dell’università Normale di Pisa e autrice del libro “Guerra all’antisemitismo? Il panico morale come strumento di repressione politica” –  perché la definizione è molto vaga, riguarda ‘una specifica percezione degli ebrei che può essere espressa come odio’. Inoltre, dice che è possibile che critiche a Israele siano identificabili come antisemitismo, senza però spiegare quando. E ancora, dice che può essere considerato antisemita paragonare quello che succede in Israele con cò che fecero i nazisti agli ebrei, o usare le parole come ‘apartheid’ o ‘ghetto’ “.

Gli effetti potrebbe avere una legge così concepita sono, spiega ancora Della Porta, ad esempio è quello che è successo in Germania: “Una organizzazione molto influente di ebrei critici di Israele, la “Judische Stimme”, e le “Voci ebraiche per una giusta pace in Medio Oriente”  sono considerate come dal dal Servizio Segreto tedesco come estremisti pro-palestinesi. Inoltre, tramite risoluzione parlamentare, questo ha portato a una repressione molto forte anche di intellettuali ebrei da Nancy Fraser a Masha Gessen: sono state le prime vittime di questo tipo di definizione e di tutto un apparato che viene creato. Parlo di panico morale perché molto spesso la critica a Israele, l’utilizzo di termini come genocidio, apartheid, ghetto e così via viene punita con un effetto anche di prevenzione del dibattito. Per esempio i Commissari di stato incaricati di proteggere la vita ebraica, nei fatti hanno censurato delle citazioni durante conferenze scientifiche che avevano il termine genocidio nel titolo. Ma anche, per esempio, manifestazioni di piazza sono state interrotte dalla polizia che considerava alcuni slogan come slogan che mettevano in discussione il cosiddetto, ‘diritto di Israele ad esistere’ “.

Scritto da: Redazione Novaradio