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Sfruttamento e maltrattamento dei lavoratori nelle aziende terziste: Patrizia Pepe e Dixie commissariate – ASCOLTA

today06/11/2026

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FIRENZE – Patrizia Pepe e Dixie, due società del settore della moda, molto note nel mercato italiano e internazionale, sono state sottoposte ad amministrazione giudiziaria. La misura, disposta dal tribunale di Prevenzione di Firenze su richiesta della procura di Prato, interessa le due società con sedi legali, rispettivamente, a Signa e a Campi Bisenzio, che da diversi anni hanno esternalizzato una parte della produzione ad un’organizzazione imprenditoriale, gestita da cittadini albanesi, indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Il tribunale ha riconosciuto come le imprese destinatarie della misura abbiano colposamente agevolato l’attività di sfruttamento lavorativo, senza aver vigilato o verificato la reale capacità imprenditoriale delle imprese terziste affidatarie delle commesse, che impiegavano anche lavoratori in nero, e anche non in regola con il permesso di soggiorno. Le indagini, condotte dalla guardia di finanza, hanno fatto emergere opacità nella gestione delle imprese terziste, data la presenza di società schermo, e sfruttamento lavorativo, con retribuzioni inadeguate, ritmi di lavoro estenuanti, ferie e riposi negati, applicazione di contratti collettivi inadeguati e buste paga artefatte, il tutto unito ad un clima di continue vessazioni, offese, violenza e controllo fisico costante dei lavoratori, per lo più albanesi e bengalesi. Un sistema della produzione basato sulla logica della massimizzazione del profitto, osserva la procura, che ha consentito ampi margini di guadagno, abbattendo il costo del lavoro, comprimendo le spese e mantenendo un elevato livello di competitività. L’indagine ha visto la collaborazione di 18 lavoratori vittime di sfruttamento, per i quali si è richiesto il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di giustizia.

“Lo diciamo da anni: dietro le centinaia di storie di sfruttamento che si consumano in capannoni anonimi del distretto di Prato si trovano i nomi di grandi brand della moda. E’ una realtà che è stata nascosta per anni e che finalmente sta venendo a galla. Anche in questo caso il grande merito va alla lotta portata avanti dai lavoratori della stireria L’Alba, che è stata capace di risalire la filiera arrivando fino ai brand. Una lotta straordinaria fatta di sei mesi di presidio permanente davanti ai cancelli della fabbriche, e sei mesi di proteste radicali fino a dentro le vetrine delle boutique, anche quelle di Patrizia Pepe e Dixie. Perché sapevamo che c’era bisogno di lotte radicali per avere un cambiamento radicale”. Così il sindacato Sudd Cobas. “È un risultato importantissimo, che si aggiunge a quelli già raggiunti all’esito dello sciopero”.

Scritto da: Redazione Novaradio