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Rientrata la protesta al carcere di Pisa: 4 arresti tra i detenuti. Uil-PA: “Nessun ferito ma un’intera sezione inagibile” – ASCOLTA

today01/10/2026

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    Eleuterio Greco, segr. UIl Funzione Pubblica Toscana – 1 ottobre 2026

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PISA – E’ rientrata intorno alle 5 di stamani, dopo l’intervento dei mediatori della polizia penitenziaria andato avanti per ore, la protesta dei detenuti scoppiata ieri nel secondo reparto della sezione giudiziaria del carcere “Don Bosco” di Pisa. La rivolta ieri sarebbe partita, a quanto emerso, dopo che alcuni reclusi avrebbero scoperto nelle celle alcune microspie collocate a fini investigativi. C’è stata anche una diretta Tit Tok dall’interno del carcere su quanto stava accadendo grazie a un cellulare nella disponibilità dei detenuti.

Per ore i detenuti hanno preso possesso dei locali, barricandosi nella sezione e devastandone i locali. La situazione è rimasta in stallo a lungo, e un gran numero di forze di sicurezza sono state inviate verso il cercare, tra cui anche i nuclei speciali di intervento rapido specializzati in rivolte carcerarie. L’opzione dell’uso della forza è stato infine evitato dal lavoro dei mediatori, che ha permesso una soluzione pacifica: nessuno è rimasto ferito, né tra i detenuti né tra gli agenti.

Al termine dell’operazione “4 detenuti sono stati tratti in arresto e trasferiti in altre carceri toscane” ha riferito stamani a Novaradio Eleuterio Grieco, segretario toscano Fp UIL e UilPa Polizia Penitenziaria. Altri – 12/15 circa – lo saranno a breve perché la sezione interessata avrebbe riportato ingenti danni e a breve sarà dichiarata inagibile.

Il carcere “Don Bosco”, con 303 detenuti su 185 posti effettivi disponibili (dati Ministero Giustizia aggiornati al 19 settembre) è tra i più grandi e sovraffollati della Toscana (quasi 165%). “C’è una situazione insostenibile di sovraffollamento, oltre che di degrado dei locali: per le cimici, ma quelle che infestano i letti” chiosa Grieco, spiegando come questo abbia diretto effetto anche sulla qualità del lavoro degli agenti, che per di più vivono una situazione di cronica di carenza di organico: 183 sui 219 previsti per il Ministero, ma secondo la Uil Pa ne servirebbero almeno 347.

 “Al di là della miccia che ha fatto scattare la rivolta le condizioni strutturali e igienico-sanitarie del carcere Don Bosco a Pisa sono terrificanti e disumane. In questo momento è forse peggio del carcere di Sollicciano a Firenze” dice Enrico Vincenzini, presidente dell’Osservatorio Antigone Toscana. I volontari dell’associazione erano stati in visita alla Casa Circondariale appena un mese fa, parlando di “condizioni indegne per le persone recluse e per gli operatori: “al caldo infernale di agosto, i servizi igienici a vista, infiltrazioni e sporcizia presente in ogni angolo dell’istituto si è aggiunta un’infestazione di cimici da letto, evidente dai segni dei morsi che quasi tutti i detenuti riportano sul loro corpo”. “Le rivolte – conclude Vincenzini – non nascono da un singolo episodio ma dalla somma di fattori di disagio e problemi”.

Scritto da: Redazione Novaradio