Cultura

Jane Campion, Francesca Archibugi, Kasia Smutniak tra le ospiti del 47° Festival di Cinema e Donne – ASCOLTA

today08/10/2026

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    Camilla Toschi, direttrice del festival

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FIRENZE – Jane Campion, prima regista a vincere la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1993 e premio Oscar per la miglior regia nel 2022, aprirà la 47/a edizione del Festival di Cinema e Donne, in programma al cinema La Compagnia dal 21 al 25 ottobre, nel cartellone della ’50 giorni di Cinema a Firenze’.

Campion sarà la protagonista della serata inaugurale del festival e della cerimonia di chiusura in occasione del 30/o anniversario del suo ‘Ritratto di Signora’ che segna l’avvio di una retrospettiva dedicata proprio alla regista neozelandese. Attesa anche la regista e sceneggiatrice francese Celine Sciamma, protagonista di una ‘Lezione Transfemminista’ e di una serie di incontri. Francesca Archibugi sarà presente al Festival per introdurre il suo ‘Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo’, il documentario dedicato alla figura, al pensiero e all’eredità di una protagonista fondamentale del femminismo italiano. Tra gli eventi speciali anche ‘Aspettando il mostruoso femminile’, con la proiezione del body horror soprannaturale ‘Saccharine’ di Natalie Erika James.

Tra i film in concorso ci sono ‘Sad Girlz’, esordio nel lungometraggio della messicana Fernanda Tovar, racconto di formazione sull’amicizia tra due adolescenti appassionate di nuoto; ‘Mustang’, il nuovo documentario di Kasia Smutniak (che sarà presente al festival), costruito a partire dalle immagini del viaggio compiuto nel 2003 con Pietro Taricone nella remota regione himalayana del Mustang. Dalla Spagna arriva ‘La Furia’ di Gemma Blasco, mentre chiude il concorso ‘Big Girls Don’t Cry’, esordio della neozelandese Paloma Schneideman. La direttrice artistica Camilla Toschi ha spiegato che “l’attenzione alle nuove voci è al centro della nostra ricerca e del concorso dedicato alle opere prime e seconde. Film diversi per provenienza, formati e sensibilità, che ci invitano a uscire dalle rappresentazioni più familiari e a riconoscere altre possibilità di racconto”.

Scritto da: Redazione Novaradio