News

La Cgil Toscana stronca il “bonus mamme” annunciato da Giani: “Un cerottino, serve aumentare i salari” – ASCOLTA

today23/10/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Rossano Rossi, segr. Cgil Tosvana su critiche a bonus mamme e politica economia Regione 23102026

 –

TOSCANA – “I bonus sono cerottini messi lì: vanno affrontate le condizioni per risolvere le questioni a monte, non va messa una toppa che poi non basta mai dopo”, e anche un’iniziativa come il bonus bebè della Regione Toscana è “un tentativo nobile” ma “è una goccia nel mare, non serve a nulla”. Lo ha affermato Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, a commento dell’annuncio ieri da parte della Regione Toscana di un bonus per le neo-mamme. “La Cgil non è mai stata d’accordo sui bonus – ha detto -, sono spot e propaganda messi lì per tamponare una cosa, anziché andare a monte. Se io ti creo gli asili gratis, e questo la Regione l’ha fatto, ma se ti do uno stipendio adeguato e una sanità che ti costa meno, forse ti permetto anche di portare avanti una famiglia”.

Ma il segretario Rossi non si ferma qua ed estende  la critica alle politiche economiche della Regione Toscana: “Deve smettere di dare soldi alle imprese un po’ babbo morto e pensare a dare strumenti che fortifichino i salari. Ad esempi, favorisci la contrattazione di secondo livello: se do un aiuto alle imprese che fanno la contrattazione di secondo livello, automaticamente non aiuto un’impresa e favorisco l’aumento dei salari”.

Il bonus neo-mamme era stato lanciato ieri, a sorpresa dal governatore Eugenio Giani a partire dal 2027: “Una misura che dovrebbe ‘pesare’ dieci milioni, cinque milioni di risorse regionali e cinque da fondi europei Fse”, aveva spiegato: “Vogliamo sostenere le donne che fanno figli con un riconoscimento di 500 euro ha aggiunto –  lo chiamerei welfare Toscana, perché si associa” ad esempio “agli asili nido gratis, proprio per costruire un sistema di misure che possa mettere in condizioni la donna di sentire che le istituzioni le sono vicine nella maternità e nei servizi che poi offrono”.

Scritto da: Redazione Novaradio