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Giorno della Memoria, tra ieri ed oggi. Funaro: “Non cedere alla paura”. Chiti (ISRT): “Negare i diritti ad un popolo è antisemitismo”- ASCOLTA

today27/01/2026

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    Funaro su Giornata della Memoria 26012026

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    Linda Tamburoni + Lorenzo Capanni, studenti 27012026

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    Lorenzo Tombelli, pres. Aned Firenze 26012206

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    Vania Bagni, pres. Anpi Firenze 26012026

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    Bezzini su Giorno della Memoria 270126

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    Galletti su Giorno della memoria 27012026

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    Vannino Chiti, pres. ISRT su Giorno della Memoria

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FIRENZE – “Il messaggio che oggi mando ai ragazzi è di farsi portatori di quelli che sono i valori fondamentali della nostra democrazia, i valori del rispetto, dell’uguaglianza, di una comunità forte e solidale che non deve correre dietro alla paura, ma che soprattutto deve avere coraggio di far sentire la propria voce per fare in modo che la giustizia e i diritti delle persone prevalgano sempre su tutto”, “non bisogna cedere alle intolleranze”. Lo ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro, parlando alla cerimonia della celebrazione del Giorno della Memoria, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. In precedenza sono state deposte le corone ai monumenti e alle lapidi che ricordano le vittime.

“La riflessione che dobbiamo fare – ha detto la sindaca rivolta agli studenti – è: ‘Com’è possibile che oggi nel 2026 il nostro è passato ancora non ci abbia insegnato a livello internazionale che il rispetto dell’altro, che la civile e pacifica convivenza fra le comunità deve essere il principio fondamentale? Oggi com’è possibile che esistano ancora guerre e che esistano forme di intolleranza? Oggi com’è possibile che i bambini nel mondo non vengano tutelati?”. Funaro ha anche rammentato la storia della sua famiglia di origine paterna, di religione ebraica: “Se non c’erano persone che a rischio della propria vita nascondevano la mia famiglia, io oggi non non esisterei”. 

“Oltre a ricordarci del passato – ha aggiunto – il messaggio che dobbiamo tenere nella nostra mente nel nostro cuore è non bisogna farsi sopraffare dalla paura. Non bisogna cedere alle speranza. Non bisogna cedere ai messaggi di odio che purtroppo stiamo vedendo in troppe parti del mondo, anche nei paesi più evoluti, ma bisogna lavorare sempre per far sentire la propria voce, per alzare la propria voce per la difesa dei diritti, per la difesa dell’uguaglianza, per la difesa di ogni cittadino e di ogni cittadina in ogni parte del mondo”.

Questioni che sembrano essere ben chiare nella testa di alcuni degli studenti presenti. “Non è che potrebbe accadere di nuovo, sta accadendo: il massacro a Gaza alla fine è paragonabile” ragiona Linda Tamburoni. Mentre un altro studente, Lorenzo capanni, aggiunge: “In questo momento Trump ha assoldato l’Ice che sono degli assassini, quindi sta riaccadendo. Non abbiamo imparato nulla dei nostri errori, lo stiamo rifacendo. A cosa serve questa giornata memoria? A renderci conto di questi grandissimi errori che stiamo facendo”.

“Il vero motivo per cui siamo qua è per poter denunciare i nuovi crimini, le nuove violazioni dei diritti umani anche nel 2026” ha affermato il presidente Aned Firenze, Lorenzo Tombelli: “Questo è il vero significato del Giorno della memoria: dobbiamo essere qui per difendere quei valori, quei principi che sono nati proprio dall’antifascismo, dalla resistenza e quindi dalla Costituzione repubblicana”. “Queste giornate sono importanti se diventano l’occasione per uscire fuori dalla retorica, dalla noia della ripetizione delle solite parole. Sono importanti se gli diamo veramente un senso. Il punto di svolta è riempire di senso, di verità questi momenti” ha detto Vania Bagni, presidente Anpi Firenze.

Alle 12,30 al binario 16 della stazione di Santa Maria Novella, si è invece svolta la cerimonia commemorativa di tutte le deportazioni.

Nel pomeriggio, alle 15 si è aperta presso il “Memoriale delle Deportazioni” di viale Giannotti a Gavinana –  che custodisce il Memoriale italiano di Auschwitz – la seduta solenne del Consiglio Regionale della Toscana. Una celebrazione che mai come quest’anno imperniata sulla riflessione tra passato e presente: dalla Shoah alla denuncia di genocidio a Gaza, dall’antisemitismo classico ai fatti del Minnesota, e sul rischio, che appare concreto, di nuove persecuzioni e violazioni dei diritti umani su base razziale. “Purtroppo in questo momento storico vediamo in giro per il mondo che quella lezione sembra non essere servita” dice il capogruppo del Pd in Regione, Simone Bezzini: “Vediamo rigurgiti di violenza, vediamo nuovi conflitti, vediamo il ritornare a una logica della legge del più forte, insomma, e questi sono elementi che non vanno per nulla sottovalutati”.

“Abbiamo il compito di custodi di una memoria di una xenofobia e di una violenza che non ha conosciuto uguali nel pianeta – ragiona Irene Galletti capogruppo regionale M5S – ma nello stesso tempo anche di sentinelle del presente e del futuro. E questo è tanto più importante all’interno di un paese in cui c’è un governo che finge che ci sia stato un fascismo buono, in cui non ci si è macchiati di questi gravissimi orrori. E invece no, dobbiamo ricordarci quello che è accaduto, per far sì che il tesoro della nostra democrazia sia preservato”.

“È diventato difficile anche tenere forte la lotta contro l’antisemitismo” riflette Vannino Chiti, Presidente ISRT, che nella sua riflessione parla anche della questione palestinese: “Però criticare le azioni di un governo non è antisemitismo. Invece, incolpare, dare la condanna a un intero popolo e negarli il diritto a uno stato nella sicurezza: questo sì, questo sarebbe antisemitismo, un antisemitismo che dobbiamo battere”.

Scritto da: Redazione Novaradio