Cultura

“Io Mostro Tu Mostri”, al Teatro Cantiere Florida lo spettacolo per riflettere sul tema della mostruosità – ASCOLTA

today12/02/2026

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    Andera Bianca Maragliano, collettivo Crac


FIRENZE – Un’indagine performativa per interrogarsi su chi sono mostri e chi produce la mostruosità al giorno d’oggi. Si intitola “Io Mostro Tu Mostri”, l’ultimo lavoro del collettivo queer CRAC che debutterà in prima assoluta sabato 14 febbraio ore 21.00 al Teatro Cantiere Florida di Firenze, uno spettacolo nato da tre anni di ricerca artistica attraverso pratiche performative collettive e di comunità.

“Il progetto ha coinvolto sia spazi occupati, collettivi trans e associazioni queer legate a persone discriminate, sia spazi artistici, culturali e teatrali”, spiegano le interpreti Andrea Bianca Maragliano, Mara Roberto e Silvia Brazzale. “Il tema della mostruosità – ciò che non è desiderabile, sporco, spurio, soggetti scartati, soggetti inscatolati (e da qui la ricorrenza dell’oggetto scatola in scena) – voleva prima essere sondato proprio insieme alle persone mostrificate, marginalizzate, oppresse e alienate, per poi spalancarlo col linguaggio creativo. La mostruosità è lo spazio liminale di chi sfugge alle maglie del potere della normalità. Persone senza fissa dimora, di genere non conforme, razzializzate, folli, poveri, riders, sex workers e tutti i soggetti al margine, ambigui e poliformi: queste sono le soggettività che vogliamo vedere, le lenti che ci guidano. Dagli anormali di Foucault ai mostri di Scampia, dai brutti di Mia Mingus ai cyborg di Donna Haraway, dagli sfaccendati di De André ai trasgressori di Bell Hooks”.

All’entrata del teatro una maschera invita il pubblico sul palco, per costruire insieme un muro di scatole di cartone. Una volta ultimato il muro la maschera, come ultimi oggetti di scena, colloca sul palco tre corpi inermi, con scatole di cartone al posto del volto. Sono corpi indisciplinati: scarti della società, obbligati a nascondersi e camuffarsi per poter esistere. Fuori norma, fuori controllo, indesiderabili e desiderati, mostruosi e mostrificati. Sono corpi inscatolati dalle categorie, dal desiderio represso, dalla pretesa di dominio dell’uniformità e dell’uniforme conformista, quando l’unico corpo accettato è quello funzionale, prestazionale, bello, produttivo, adeguato ai canoni, ordinato, pulito. Da un lato sono corpi che scelgono di essere mostruosi, di mostrare la loro non conformità e assurdità, dall’altro sono inscatolati come pacchi, come prodotti che si adattano alle norme dominanti. Hanno volti segreti, nascosti, irriconoscibili e inaccessibili. Il loro viso ancora non è appiattito sulla forma commerciale e virtuale. Chi sono? Sono merce o sono corpi? Sono in vendita? In un mondo in cui tutto è esposto e si può prezzare il mistero del loro sguardo e il panorama surreale che creano è forse l’unica cosa che non si può afferrare o comprare.

Scritto da: Redazione Novaradio