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Economia Toscana, secondo il rapporto Irpet segnali incoraggianti da export, produzione industriale e moda – ASCOLTA

today23/02/2026

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    Eugenio Giani

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    Leonardo Marras, assessore all’economia

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    Nicola Sciclone, direttore Irpet

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    Nicola Sciclone, su dazi


FIRENZE – Un’economia che tiene ed è in lieve crescita, in un quadro globale più che mai incerto ed instabile. La consueta analisi di inizio anno, fornita dal rapporto Irpet sull’economia toscana, restituisce l’immagine di una regione con un Pil con segno più, una produzione industriale invece in calo ma con segni di ripresa, un export trainato dalla farmaceutica (e con incoraggianti rialzi per la moda), un settore turistico che mantiene il segno più sia nella componente straniera che in quella nazionale, ed un mercato del lavoro anch’esso caratterizzato da una crescita lenta. Lo studio è stato presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.

Secondo le stime Irpet l’aumento del Pil è dello 0,8% nel 2025 (Italia +0,6%) e dello 0,7% nel 2026, in linea con quello italiano. A spingerlo i consumi delle famiglie, resta modesto il contributo proveniente dalla spesa delle pubbliche amministrazioni e degli investimenti. Negativo quello del saldo estero. Per quanto riguarda la produzione industriale ancora segno negativo nel terzo trimestre 2025 (stima -1,8%), ma in attenuazione, con un rimbalzo positivo a novembre (+1,8% su ottobre). Segnale incoraggiante ma che va confermato. Sale l’Export (+14,7%) nei primi tre trimestri 2025, ed ancor più nell’ultimo (+25,5%). Buona la performance dei comparti ad alta specializzazione, come la farmaceutica (+138% nel III trimestre), sebbene sia un dato da interpretare con cautela. Dal III trimestre confortante la ripresa del comparto moda, in particolare nei segmenti che avevano registrato i cali maggiori: calzature (+22,8%), abbigliamento (+17,4%), maglieria (+17,1%), cuoio e pelletteria (+9,6%), filati e tessuti (+3,2%). Sul turismo. La tendenza positiva delle presenze degli ultimi quattro anni si conferma nel 2025, con un +2,5%. Al +3,8% del turismo straniero si aggiunge un aumento dello 0,7% di quello interno. In evidenza città d’arte (+6,0%) e montagna (+6,2%). Bene, seppur con ritmi più contenuti, anche le aree collinari (+2,8%), calano invece mare e costa (-1,7%). Segno positivo per il lavoro dipendente (+1,6% III trimestre 2025) e per il saldo avviamenti/cessazioni con 65 mila posizioni create tra gennaio e settembre 2025. Calano le nuove assunzioni (-3,7% III trimestre 2025) e restano le difficoltà nel manifatturiero, in particolare nella moda. In aumento il ricorso agli ammortizzatori sociali: nel III trimestre 2025 +20% rispetto all’anno precedente (soprattutto nel sistema pelle-cuoio-calzature).

“L’economia toscana continua a crescere, seppur lentamente. È soddisfacente constatare come il Pil toscano, nel 2025, sia cresciuto più di quello italiano. Una lettura generale mostra senza dubbio luci e ombre, ma vorrei cogliere soprattutto i segnali incoraggianti. Come l’inversione di tendenza mostrata dal settore della moda, con segnali di vitalità e, speriamo, di rilancio”, Iha commentato il presidente Eugenio Giani.

Per l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras il punto da mettere in evidenza è l’apporto nullo che arriva dalla finanziaria del governo. “Una politica di bilancio asfittica, che tende sostanzialmente all’equilibrio dei saldi. Quindi con nessun impatto sulla politica industriale e su filiere, come la moda, che rappresentano il made in italy nel mondo e che identificano lo stile italiano. A disposizione di questo sistema, a livello nazionale, ci sono le stesse risorse che ci mette la Toscana per rilanciare gli investimenti. Questo fa sorridere”. L’economia toscana, come quella italiana, è in stagnazione. “È una situazione generale, non c’è molto da commentare – ha aggiunto Marras -. Purtroppo non siamo come la Spagna, con un’economia che cresce del 3%. Qui siamo a uno zero virgola, seppur positivo. La stagione del Pnrr sta per concludersi, ci sono stati grandi investimenti che hanno inciso sui consumi. Ma già dal 2027 sarà difficile trovare un sostituto, se non si ricomincia ad investire, sia a livello pubblico che privato”.

“La congiuntura – ha spiegato il direttore di Irpet, Nicola Sciclone – è contrassegnata da tre aspetti salienti: una moderazione del dinamismo dell’attività economica, non siamo in recessione ma la crescita è debole. Incertezza del quadro internazionale, che rende impossibile fare previsioni in un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e commerciali. Cautela da parte degli operatori nei loro comportamenti e nelle loro aspettative. Secondo le nostre stime il 2025 si chiude con un aumento del Pil dello 0,8%, e nel 2026 dello 0,7%. Il mercato del lavoro ha un buon andamento, nonostante le difficoltà del manifatturiero e della moda. Su tutto questo, a livello nazionale, cala una manovra di bilancio sostanzialmente neutrale, poco incisiva rispetto alla capacità di sviluppo, anche per la Toscana. Quindi più tendente a rispettare i vincoli e consegnandoci a un quadro di prospettiva inerziale più che di sviluppo. La sfida per i prossimi anni – conclude Sciclone – è non interrompere il rilancio determinato dal Pnrr, ma aprire una nuova stagione di programmazione che possa mettere al centro una serie di priorità che permettano di orientare e indirizzare le dinamiche di mercato”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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