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Pistoiese-Rosselli, la denuncia della Sinistra: “Nel 2023 Arpat evidenziò criticità e ipotizzò la VIA, perché il Comune non ne parla?” – ASCOLTA

today04/03/2026

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    Dmitrij Palagi, SPC, capogruppo Consiglio Comunale su Pistoiese-Rosselli 04032026

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    Francesca Lupo, SPC, consigliera Q1 Firenze

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FIRENZE – Nel 2023 l’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, aveva “bocciato” il progetto dell’asse Pistoiese-Rosselli, la nuova strada che Comune e Regione Toscana intendono realizzare nel quadro della nuova urbanizzazione dell’area ex OGR per collegare la zona della Leopolda con Manifattura-Cascine e Le Piagge, e recentemente difesa a spada tratta dalle critiche del “comitato delle antiche famiglie fiorentine”.

Il motivo? Per Arpat potrebbe peggiorare anziché migliorare la qualità della vita, dell’ambiente e della viabilità. Il giudizio è scritto nero su bianco in un parere richiesto all’Agenzia dell’Ambiente ad inizio 2023 proprio dal Comune di Firenze, e “scoperto” con un accesso agli atti dal gruppo di Sinistra Progetto Comune di Palazzo Vecchio e al Quartiere 1.

La richiesta di parere ad Arpat arriva nel febbraio 2023, e l’Agenzia si mette ad esaminare i dati forniti dal Comune stesso. Il risultato arriva a luglio dello stesso anno, ed è sorprendente. Molteplici sono i rilievi segnalati da Arpat al progetto: la viabilità progettata non sarebbe sufficientemente ben collegata alla tramvia per portare ad una significativa riduzione di traffico e inquinamento ambientale; che il progetto non contenga la “opzione zero” (cioè non realizzare la strada); che l’uso previsto di asfalto fonoassorbente non risolverebbe comunque i problemi di inquinamento, e dovrebbero essere previsti pannelli anti-rumore in particolare in prossimità delle scuole; non ultimo, l’ipotesi di tombamento (parziale) comporterebbe rischi di possibile inquinamento delle acque.

Tante le criticità che, scrive Arpat, il progetto dovrebbe essere sottoposto a VIA, cioè l’iter di valutazione di impatto ambientale riservato alle opere più complesse dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Una risposta così poco soddisfacente che, in base a quanto ricostruito da SPC,  il Comune comunica di non volere più.

Analizzando la documentazione fornita dal Comune, spiega il capogruppo di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, “per ben due volte Arpat evidenzia che non ci sono miglioramenti di viabilità, che c’è un peggioramento di vivibilità e di inquinamento”. “Il Comune di Firenze – aggiunge –  invece di dialogare con Arpat sostiene di non voler nessun parere, perché nella VIA si può prendere in considerazione anche l’opzione zero. Quello che il Comune non vuol fare è prendere in considerazione delle evidenze che sono tecniche, scientifiche, neutre e che si basano su informazioni e dati che ha fornito il Comune di Firenze”. E preannuncia: “Lunedì chiederemo conto di questo che è un vero e proprio scempio rispetto ai rapporti tra istituzioni, perché chiaramente Arpat non è un ente privato e non fa gli interessi di un comitato o di una parte politica, ma prova semplicemente a chiedere più trasparenza.

“Se ci fosse una valutazione di impatto ambientale, prevederebbe il coinvolgimento di Arpat, tutta una serie di valutazioni in più all’interno della conferenza dei servizi e darebbe meno autonomia al Comune di Firenze” aggiunge Palagi: “Parlano sempre di ideologia della ‘sinistra del no’, in questo caso è una prova evidente che c’è l’ideologia: si deve fare un’opera perché la vuole il presidente Giani, perché la vuole la sindaca Funaro, ma poi non trova corrispondenza negli elementi di fatto”.

Scritto da: Redazione Novaradio