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Sanità, servono 32 ML per evitare il deficit. Monni: “In atto un definanziamento strutturale del sistema sanitario pubblico” – ASCOLTA

today31/03/2026

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    Monia Monni, ass. reg. sanità su bilancio sanità – 31032026

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    Giani su bilancio sanità – 31032026

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FIRENZE – Iniziata in Consiglio regionale della Toscana la seduta dedicata alla prima variazione di bilancio, da 80 milioni, necessaria per chiudere i conti 2025 della sanità toscana. In apertura di lavori il presidente della Giunta regionale, Eugenio Giani, ha presentato l’emendamento, a sua firma, che integra di ulteriori 32 milioni le risorse già previste nella variazione. “Questi ulteriori 32 milioni, – ha spiegato in aula Giani – provengono per 25 milioni da una partita di giro che facciamo sul trasporto pubblico locale e 7 milioni dal fondo di riserva”.

All’attacco l’opposizione: “Finalmente abbiamo l’entità del debito della sanità toscana del 2025” ha detto Alessandro Tomasi, consigliere Fdi e portavoce dell’opposizione: “È stata dura ricostruirlo presidente Giani e devo farle i complimenti in termini di comunicazione perché far passare il fatto che questo disavanzo sia un investimento sulla sanità è una magia comunicativa. Perché un disavanzo è un disavanzo”.

“Ci muoviamo in una condizione di definanziamento strutturale del sistema sanitario pubblico. Nel 2025 il Governo ha stanziato 2,5 miliardi in più in sanità ma sono andati a coprire costi energetici, aumenti contrattuali, un costo fuori controllo del farmaco. Sono risorse vincolate che non vanno a coprire i bisogni delle Regioni. La sanità non si privatizza con una legge ma con tante piccole scelte e il definanziamento è la prima”. Lo ha detto l’assessore regionale alla salute e alle politiche sociali, Monia Monni, intervenendo in aula in Consiglio regionale durante la discussione sulla prima variazione di bilancio per chiudere i conti della sanità del 2025. L’assessora ha anche detto che “siamo 14/i in Europa per investimenti sanitari. Siamo l’ultimo Paese Ocse per investimenti in sanità. Mi sembra una scelta politica. Siamo in un contesto in cui abbiamo meno risorse e dobbiamo dare più servizi e abbiamo più bisogni perché la popolazione invecchia. Tutto questo con il tetto assunzionale che non è banale”.

Per Monni la Toscana ha la “responsabilità di dimostrare che il sistema toscano funziona e che in Toscana, dove c’è la sanità più pubblica d’Italia, le cose possono funzionare, possono migliorare certo, e lo faremo ma non rinunceremo a certe cose. Gli extra Lea sono un investimento che questa Regione decide di fare e lo rivendica perché ci sono le parrucche per le malate oncologiche, dentro gli extra Lea ci sono i farmaci per le malattie rare. Gli extra Lea – ha aggiunto – sono la carta d’indennità della sanità pubblica della Toscana che non prova soltanto ad aggiustare il corpo ma a prendere in carico le persone tutte intere. Dietro ai numeri, ai conti, ci sono le persone e non possiamo permetterci di dimenticarcelo”.

Scritto da: Redazione Novaradio