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Casa e accordo BEI, l’Unione Inquilini: “Gli alloggi ERS rimangano pubblici per sempre”. Usare le monetizzazioni? “Un modello classista, alla Santanché” – ASCOLTA

today02/04/2026

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    Pietro Pierri, Unione Inquilini – 2 aprile 2026


FIRENZE – Il modello di social housing perseguito dal Comune di Firenze rappresenta “un ‘nuovo sacco delle città’ e una pericolosa svendita del patrimonio pubblico” perché “cedere aree strategiche della città per alloggi a canone ‘calmierato’ che una volta scaduti i termini di convenzione, tra 12-20 anni, torneranno al mercato privato è un tradimento del diritto all’abitare”. Sono le durissime parole del sindacato Unione inquilini, che stronca senza mezzi termini le ultime operazioni sul fronte politiche abitative del Comune di Firenze, e prende ad esempio il “recente accordo” con la Banca europea per gli investimenti”.

“Non abbiamo una visione pregiudiziale di ostilità, però dobbiamo entrare nel merito di alcune scelte che valgono per il futuro di questa città, che perde un territorio e giovani a frotte” dice a Novaradio il segretario Unione Inquilini, Piero Pierri, che ribadisce come l’unica strada per dare una risposta al tema della casa a Firenze è costruire alloggi che rimangano nella disponibilità del pubblico. Il rischio invece è che avvenga il contrario: l’accordo andrà visto nel dettaglio, precisa Pierri, ma il rischio è che si verifichi quanto previsto ad esempio per le operazioni social housing di Manifattura Tabacchi e Lupi di Toscana: “Tra le varie possibilità è prevista la dismissione di questi alloggi in una volta che sia scaduto il termine di 12-20 anni che sia, con possibilità anche di acquisto da parte degli inquilini che chiaramente poi rientreranno nella speculazione”.

Facendo riferimento alla recente visita della sindaca a Barcellona per confrontarsi sul tema del social housing, Pierri porta proprio l’esempio del modello iberico: “In Spagna, che è il paese che dal 2022 ha un tasso di crescita più del doppio del nostro, è stata lanciato il progetto ‘Casa 47’: è stata realizzata una Public Company che gestisce l’intero ciclo dell’acquisizione dei terreni la costruzione, la gestione degli affitti a lungo termine e in maniera permanente con un investimento di 13 miliardi in 10 anni. Non solo: nel 2026 è stata approvata la legge per il diritto alla casa che impone alle Regioni e ai Comuni di garantire che gli alloggi realizzati rimangano per sempre al patrimonio pubblico”.

Non tutto è stato fatto male dal Comune, precisa Pierri: il “Piano casa” da 20 milioni annunciato dal Comun, i 500 alloggi Erp ristrutturati, i fondi per il sostegno all’affitto. “Diamo a Cesare quel che è di Cesare” dice Pierri, ma su alcuni meccanismi proprio non ci siamo. Ad esempio la lista di case ERP (tra cui quelle in via dei Pepi) che in Comune intende trasformare “temporaneamente in social housing: “Noi abbiamo un deficit di alloggi pubblici di alloggi ERP, e questo entra in contraddizione con quanto ho sentito dire dalla sindaca, che dice dice che noi andiamo a incrementare il patrimonio pubblico. Da un lato andiamo a privarci di alloggi ERP che esistono, li facciamo marcire, e destiniamo risorse semmai all’ERS. Questo è un errore clamoroso”.

Oppure l’ultimo caso, che riguarda l’uso di 460mila euro delle “monetizzazioni” derivanti dalla trasformazione in appartamenti di lusso di Palazzo Sassetti in centro, per finanziare alloggi ERP in via della Chimera: “Un modello antistorico, in controtendenza rispetto alle esperienze più progressive che abbiamo a livello europeo. Un modello alla Santanché: la povera gente brutta, cattiva non ci deve stare in certe zone. Questa è una mentalità classista che non posso accettare”.

Scritto da: Redazione Novaradio