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Freepass - 15 maggio 2026
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Maurizio Brotini su studio Ires 18052026
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Rossano Rossi su studio Ires 18052026
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Giani su richieste Cgil 18052026
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Giani su reddito inclusione 18052026
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FIRENZE – Dal 2015 al 2024 i profitti dell’industria in Toscana sono aumentati, ma non sono stati distribuiti in maniera adeguata ai lavoratori sotto forma di salari: lo affermano Cgil e Ires Toscana, che hanno presentato uno studio oggi a Firenze. “I profitti non devono andare in dividendi, ma devono sostenere consistenti aumenti salariali e investimenti produttivi finalizzati ad aumentare la buona occupazione”, ha affermato Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana.
Fra 2015 e 2024, secondo lo studio, la manifattura toscana ha accresciuto la propria produzione (+86,5%) e i propri utili netti (+70%), mentre la quota del valore aggiunto destinata al lavoro è scesa dal 58,3% al 53,0%. Nei dieci anni di riferimento l’occupazione risulta in crescita (+14,7%), la redditività del capitale in forte aumento (Ebitda +87%, quota sul valore aggiunto dal 39,7% al 44,6%), i salari reali sono stagnanti o in calo in 7 comparti manifatturieri su 13.
“Non si è affatto inceppato il meccanismo di creazione del valore – ha sottolineato Maurizio Brotini, presidente di Ires Toscana – e soprattutto di creazione del profitto. Quello che si è inceppato è l’utilizzo della ricchezza prodotta che è andata sostanzialmente a remunerare il capitale dal punto di vista dei profitti, a detrimento soprattutto dei salari e della quantità di ore lavorate nei settori manifatturieri. Quando parliamo di deindustrializzazione di una regione, parliamo anche di queste traiettorie delle dinamiche produttive e soprattutto industriali”.
“Bisognerebbe che la politica facesse provvedimenti che premiano quelli che investono sul lavoro – ha affermato Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana – e non chi accumula e mette via”, perché “la maggioranza ha patrimonializzato, ha investito in rendita i profitti, mentre i salari hanno perso molto”.
Il governatore toscano Giani, non chiude la porta: “Una forma di incentivo a chi riesce, attraverso i premi di produzione, a tenere più alto il livello salariale nelle imprese, questa sicuramente lo faremo” ha detto, aggiungendo: “Gli indicatori vanno costruiti bene, in modo oggettivo: non consentire l’accesso ai fondi incentivanti che la Regione distribuisce, deve essere fatto in un modo tale che poi sia sostenibile da un punto di vista del diritto, da un punto di vista legale”.
Il governatore è poi tornato sul reddito di includione, confermando l’intenzione della Regione di “allargare le maglie” dei possibili beneficiari: “Avevamo messo una serie di condizioni che evidentemente è bene togliere, perché abbiamo le risorse per poter allargare l’ambito delle persone che possono goderne”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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