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Neonazismo a Siena, parla l’Arci territotoriale: “All’origine c’è la cultura d’odio della destra, ma responsabilità anche a sinistra” – ASCOLTA

today28/05/2026

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    Nicolò Trabalzini 28 maggio 2026

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SIENA – Sgomento e sdegno, ma non sorpresa da parte dell’Arci di Siena di fronte ai due recenti casi di cronaca che hanno fatto emergere la presenza di gruppi giovanili violenti ed politicamente orientati da un’ideologia neofascista o neonazista: prima l’indagine sui 13 minori “insospettabili” accusati di detenzione illegale di armi, materiale pedopornografico e materiale di stampo neonazista che progettavano “spedizioni punitive” contro migranti e stranieri, e ora la notizia che dietro il rogo della Casa del popolo di Abbadia di Montepulciano ad ottobre scorso – con centinaia di documenti storici della sinistra in Italia andati in fumo, un “pezzo” di storia di Pci e Psi – ci sarebbe l’azionen deliberata di due giovani di 25 e 19 anni, animati da furore iconoclasta ispirato dalla idee neofasciste e neonaziste (c’è un video a comrovarlo).

Epsodi gravissimi ma nonproprio dei “fulimi a ciel sereno” per il vicepresidente Arci Siena, Niccolò Trabalzini, che a Novaradio racconta: “A Siena negli ultimi anni abbiamo visto due cose: il ritorno alle piazze di tanti giovani a parlare di cultura, di pace, di democrazia, c’è stata una manifestazione importantissima su Siena che non si vedeva da anni che è stata animata principalmente dai giovani delle scuole superiori senesi. Dall’altra parte, però, vediamo un dilagare di una cultura d’odio, alimentata dalle dichiarazioni fatte dai governi e da forze politiche di destra, fa appiglio sui giovani e questa causa atti di violenza, di odio, di vandalismo. Le responsabilità sono varie – dice ancora –  ma se dalle istituzioni si vede una partecipazione minore nella celebrazione del 25 aprile, una tolleranza rispetto al richiamo al fascismo e al nazismo, o anche ad esempio anche l’episodio di ieri alla Camera dove alla l’intitolazione dello scranno a Matteotti gran parte dei banchi della della destra erano vuoti, ecco che questi sono elementi che collegati insieme ci fanno presente uno sviluppo di una cultura di estrema destra”.

Ma perché proprio Siena? “Sicuramente c’è stata una sottovalutazione anche le istituzioni e le forze politiche – ammette –  le forze sociali di sinistra devono comunque farsi le domande e porsi delle responsabilità rispetto a quello che in più deve essere fatto e bisogna continuare a fare. La ‘normalizzazione del fascismo’ passa anche dalla narrazione istituzionale che viene fatta, perché una mancanza di riconoscimento di celebrazione essenziale come quella del 25 aprile, come anche un’altra serie di azioni messe in campo come a dire il fascismo non esiste. In realtà esiste come ideologia e come idea politica e una evidente conseguenza è la natura violenta, la natura aggressiva che viene creata da questa politica

Ma come fare ad invertire la rotta? “Una ricetta non ce l’abbiamo – dice Trabalzini – il primo passo è quello di avvicinare sempre di più i giovani al mondo di un dell’associazionismo che si fonda sui valori della democrazia e dell’antifascismo. Dobbiamo essere nelle scuole, dobbiamo avere il supporto della parte politica perché soltanto attraverso una costruzione a 360° di un’azione che fonda le sue radici sui diritti e sul sull’antifascismo possiamo raggiungere dei risultati che siano concreti e reali sulle nuove generazioni”

Scritto da: Redazione Novaradio