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Carcere, Ass. Antigone: “A Sollicciano le condizioni materiali peggiori d’Italia” – ASCOLTA

today03/06/2026

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    Alessio Scandurra,resp Osservatorio carcere Antigone – 3 giugno 2026

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FIRENZE – “A Sollicciano la capienza regolamentare dice 502 posti ma quelli effettivamente disponibili sono 366, quindi il tasso di affollamento supera il 170%” con gli attuali 620 reclusi. Ma Il problema va oltre il sovraffollamento: le condizioni, soprattutto materiali, dell’istituto, sono forse le peggiori che io conosca. Ovviamente in tutto questo poi starci in tanti diciamo è peggio: i due problemi si sovrappongono e rendono la situazione veramente impressionante”. Il giudizio, senza appello,  arriva da Alessio Scandurra, responsabile dell’Osservatorio permanente sulle carceri dell’associazione Antigone, e che quindi ha ben presente lo “stato dell’arte”, in chiave comparata,  dei penitenziari in tutta Italia.

A Sollicciano, la fatiscenza dei locali assomma non solo a infestazioni di topi e parassiti, muffa, mancanza d’acqua calda e riscaldamento, ma anche la cattiva qualità dell’acqua: una lettera al garante regionale denuncia malesseri ed eruzioni cutanee a danno di alcun ospiti che sono soliti bere l’acqua del rubinetto delle celle. “E’ una novità” dice Scandurra, che però non si mostra sorpreso: “E’  l’ennesima infrastruttura che crolla in una in una realtà complessivamente fuori controllo”.

Il tutto mentre prosegue a “novella dello stento” di lavori di ammodernamento iniziati e mai conclusi – anzi interrotti a causa della inefficienza delle lavorazioni.  “Una parte dei lavori fatti in passato hanno, a loro volta, generato problemi nuovi e diversi rispetto a quelli che erano andati a risolvere: parlo della coibentazione del femminile e del centro clinico, insomma è è una situazione veramente disarmante. I problemi di Sollicciano sono, sulla carta,  quelli di tante carceri italiane, ma nella misura in cui li ho visti a Sollicciano, io non li ho visti da nessuna parte. Ad esempio le muffe nelle celle:  io non ho mai visto una situazione come quella di Sollicciano”.

Un altro problema, stavolta “nuovo”, è la presenza di molti detenuti “giovani”: 45 sotto i 18 anni, 60 se il conto si allarga a tutti gli under 25: la causa, spiega Scandurra, è “in parte  perché con il decreto Caivano è diventato più facile trasferire dal Minorile al carcere degli adulti il ragazzo che compie il 18º anno di età, in parte perché “è cresciuta non tanto la criminalità dei più giovani, perché i dati ci dicono che è stabile, ma è cresciuta la pressione, il controllo delle le forze dell’ordine nei confronti dei giovani”. “Il problema – aggiunge –  è che lasciare tutto il giorno senza far nulla una persona più giovane è più difficile: le persone più giovani hanno bisogno di essere stimolate, coinvolte in attività sensate; lasciati soli a se stessi, rischiano sempre di degenerare in conflitti, discussioni, e sono ovviamente più turbolenti”.

Scritto da: Redazione Novaradio