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Cristina Piastrelli, segretaria nazionale Sunia
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Alessandra Nardini, assessora regionale alla casa
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Fabio Seggiani, Sunia Firenze e Toscana
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FIRENZE – “Finalmente si sta provando a rimettere la casa al centro delle politiche del governo, ma non è questo il modo, non è questo il rispetto che un problema serio come quello della casa merita”. A dirlo, a margine dell’assemblea interregionale del Sunia delle regioni dell’Italia centrale, oggi a Firenze, è la segretaria nazionale del sindacato, Cristina Piastrelli, che parla di “discrepanze forti”.
La prima, spiega, “è già nel preambolo. Si annuncia un provvedimento che deve andare a risolvere un problema urgente, che c’è adesso, con un piano decennale. E questa già da sé è una contraddizione. Nello stesso tempo si prevede per attuare questo piano, la vendita e quindi la dismissione del patrimonio pubblico, cioè privatizziamo un bene comune. Vendendo le case popolari, come pensiamo di andare poi a risolvere un’emergenza?”.
Ma la segretaria del Sunia è critica anche sulle risorse annunciate dal governo: “Se facciamo il conto, 970 milioni di euro possono essere sufficienti a ristrutturare o risistemare i 60.000 alloggi?”, con la media che è di poco più di 16.000 euro ad abitazione. “Sono numeri di propaganda, non realizzabili”. E un’altra discrepanza, sottolinea, “mentre si annuncia la vendita degli alloggi popolari è la velocizzazione degli sfratti. Dove vanno queste persone?”. Per Piastrelli prima di fare annunci “era necessaria la condivisione e la concertazione con chi come noi come gli amministratori, gli Istituti delle case popolari vive giornalmente questo problema e può dare un contributo”. “Rifinanziamo i fondi, partiamo da qui, partiamo non con la vendita del patrimonio pubblico, ma con la risistemazione di tutti quegli alloggi inagibili”.
Sul piano casa “reputiamo che un confronto sia assolutamente necessario”, con il Governo .”Come Regioni, di tutti i colori politici, abbiamo presentato degli emendamenti, ne abbiamo discusso nei giorni scorsi all’interno della commissione della Conferenza delle Regioni competente per materia. E tutti hanno riportato quelle che sono le criticità evidenti, rispetto a un piano che il Paese, le famiglie, le persone aspettano da tempo”. È il commento di Alessandra Nardini, assessora alle politiche abitative della Toscana.
Entrando nello specifico, ha proseguito, “le risorse sicuramente non sono sufficienti. Ma accanto a questo ci sono proprio problematiche evidenti. Penso al ruolo delle Regioni che non viene assolutamente riconosciuto, anzi, come spesso purtroppo accade con questo Governo viene completamente bypassato”. L’auspicio di Nardini “è che dal Governo ci sia una disponibilità al confronto”, finora mancata. “
I dati dell’emergenza abitativa dell’Italia centrale – Lazio, Toscana Emilia Romagna, Marche e Umbria – rimangono infatti allarmanti: oltre 17.000 alloggi Erp non assegnati per carenza di risorse, 75.164 nuclei in graduatoria e, dati relativi al 2024, 12.827 sfratti esecutivi. La crisi ha caratteristiche particolarmente preoccupanti in Toscana, dove la forte domanda di edilizia pubblica si somma all’elevato numero di alloggi non disponibili (4.763, il 9,5% del totale) e al costo crescente degli affitti (18,8 euro/mq), Per quanto riguarda l’effettiva disponibilità di alloggi Erp la situazione più grave è in Umbria, con il 14% che non può essere assegnato, quindi Emilia-Romagna (10,8%) e Marche (10,35%), infine Lazio (4,75%). La situazione più critica per le graduatorie è in Emilia Romagna, con 29.887 famiglie in attesa, quindi la Toscana con 19.922, più del Lazio che si attesta a 17.805. Marche e Umbria evidenziano numeri inferiori, 3.350 e 4.200. In crescita anche le richieste di contributo affitto, quasi 135.000 nel 2022: in testa Emilia Romagna con 66.500 domande, quindi Lazio con più di 29.000 e Toscana con oltre 22.000. Aumentano poi gli sfratti esecutivi: nel 2024 oltre 6.100 nel Lazio, 2.801 in Emilia Romagna e 2.454 in Toscana, quindi 921 nelle Marche e 550 in Umbria. Restano contenuti i canoni Erp, si va dai 100 euro medi mensili del Lazio ai 147 euro dell’Emilia-Romagna, passando per i 115 euro della Toscana. Cresce invece il costo delle locazioni: in Toscana e Lazio canoni medi rispettivamente di 18,8 e 18,7 euro al metro quadro; va meglio in Emilia Romagna, 13,7, valori sotto ai 10 euro in Marche e Umbria.
“Il diritto alla casa, che insieme al lavoro, istruzione e cura dovrebbe essere uno dei quattro pilastri per una vita dignitosa, in Italia è negato”, commenta Fabio Seggani segretario Sunia Toscana.
Scritto da: Redazione Novaradio
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