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Sollicciano “sotto sequestro”, per il garante regionale una “decisione coraggiosa”. Ma sul trasferimento dei detenuti molte incognite – ASCOLTA

today17/06/2026

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    Stefano Cecconi, vicepres. Associazione Pantagruel – 17 giugno 2026

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    Giuseppe Fanfani, garante detenuti Toscana – 17 giugno 2026

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    Emilio Santoro, vicepres. Ass. L’Altrodiritto – 17 giugno 2026

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FIRENZE – Dopo la decisione da parte della magistratura fiorentina di disporre il sequestro  di 7 sezioni su 13 del carcere fiorentino di Sollicciano, rimane ancora tutto da capire quali saranno tempi, modi e effetti dell’ordine di trasferimento degli oltre 200 detenuti coinvolti. Le sezioni interessate dal sequestro  – disposto dal gip Moneti su richiesta della pm von Borries – sono le sezioni 1,2 e 7 del “giudiziario”, notoriamente in pessime condizioni, le sezioni 9, 10 e 12 del “penale”, oltre alla disastrata la sezione “accoglienza”, per un totale di circa sessanta celle.

Il trasferimento, di competenza dal DAP, si preannuncia una operazione complessa, non breve e con molte problematiche organizzative. “Il rischio è che vengono favoriti i detenuti con maggiori legami con il territorio, familiari e lavorativi, rispetto ai detenuti con minori legami e più fragili” segnala stamani a Novaardio Stefanio Cecconi dell’associazione Pantagruel, che avverte: “C’è da capire poi dove potranno essere trasferiti di detenuti dato che almeno nelle carceri toscane di posti non ce ne sono”.

Della mancanza di posti disponibili nelle carceri toscane e delle problematiche che il trasferimento forzoso dei detenuti comporterà è ben consapevole anche il garante regionale dei detenuti toscani, Giuseppe Fanfani: “Probabilmente si cercherà di comprimerli nelle celle a disposizione a Sollicciano, ma molti dovranno essere trasferiti  fuori Regione, dato che nelle altre carceri della Toscana posti non ce ne sono” dice stamani intervenendo a Novaradio. “Inoltre – aggiunge – per i trasferimenti serve per personale della polizia penitenziaria e anche quelli mancano”. Però sul sequestro, il garante non ha dubbi: “A mia memoria, in 50 anni, non ricorso un provvedimento di tale portata. Una decisione coraggiosa da parte della magistratura che spero possa diventare un modello da seguire”.

La novità dell’inchiesta della magistratura che ha portato al sequestro di metà carcere risiede anche nel fatto che le contestazioni vengono mosse sulla base del mancato rispetto  delle norme della decreto legislativo 81/2008, il cosiddetto testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. “Si è deciso di considerare i detenuti Innanzitutto come lavoratori” sottolinea Emilio Santoro, vicepresidente dell’associazione L’Altrodiritto: “Il ricorso alla legge 81, benché preveda solo reati contravvenzionali, ha il vantaggio di poter portare alla sospensione delle attività in questo caso alla chiusura delle sezioni per interrompere il danno alla salute arrecato”. Da capire ancora se il decreto del gip imponga dei termini per la messa a norma dei locali sequestrati. Ma sulla nota del DAP che giusto ieri comunica di aver approvato il progetto dei lavori, commenta: “Il lavori erano pronti e finanziati ma evidentemente no avevano il coraggio di farli partire…”.

Scritto da: Redazione Novaradio