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Margherita Michelini, garante detenuti Prato – 26 giugno 2026
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PRATO – Il carcere della Dogaia è giù di per sé sovraffollato, e afflitto dai noti problemi di fatiscenza delle strutture, e non è in grado di ospitare reclusi in arrivo da Sollicciano. Questo l’allarme che on buona sostanza lancia la garante dei detenuti di Prato, Margherita Michelini, parlando stamani a Novaradio della situazione della “Dogaia” in relazione al decretao di sequestro che ha “posto i sigilli” a sette sezioni su 13 del carcere di Sollicciano e ha imposto il trasferimento di circa 215 detenuti.
La prima tranche di “sgombero” dei detenuti è già iniziata nei giorni scorsi con i primi 66 trasferimenti: il gruppo più consistente, 17 detenuti, è stato indirizzato proprio a Prato. Che però, segnala la garante Michelini, ha già di suo parecchi problemi: sovraffollamento, degrado delle strutture, carenza di personale di polizia penitenziaria, tensioni interne.
In base ai dati aggiornati del Ministero delle Giustizia, dopo il trafesrimento dei 17 da Sollicciano, la Casa Circondariale risulta ospitare 631 reclusi su una capienza effettiva di 589 posti. Se così fosse, il sovraffollamento sarebbe solo” del 107%, ampiamente sotto la media delle carceri toscane (130%). Il problema è che a Prato gli spazi delle celle sono molto ridotti, e da una recente ispezione condotta su istanza dei legali di alcuni detenuti, è risultato che tutte le celle da 3 posti, in realtà, non potrebbero ospitare più di 2 reclusi perché non garantiscono i 3 metri quadri di spazio a testa che sono lo “spazio minimo vitale” in base alle norme europee e alle sentenze CEDU sul rispetto dei diritti umani in stato di detenzione.
“Il dipartimento dell’amministrazione giudiziaria dà una capienza molto maggiore di quella che realmente è, come è stato dimostrato dalle perizie da una parte di avvocati e poi confermato dallo stesso presidente del tribunale di sorveglianza” dice Michelini: “Al momento alla Dogaia ci sono 640 detenuti con una capienza reale di 100 posti in meno”. Inoltre, la situazione del carcere “non è rosea”: perdite d’acqua, docce non funzionanti, infiltrazioni d’acqua. Tenuto conto poi che tra i reparti sequestrati a Sollicciano c’è la sezione transito, dice MIchelini, “c’è un po’ il timore che i nuovi arrestati nella zona, possono essere portati a a Prato, essendo uno dei carceri più vicine”.
“C’è molta tensione – avverte – perché i detenuti sono stipati, hanno difficoltà persino a andare a fare le visite mediche perché manca il personalee e devono essere scortati anche per andare in infermeria. Poi si aggiunga il caldo: con questa convivenza forzata le tensioni indubbiamente a aumentano”. Stante così la situazione la garante lancia una avvertimento sull’arrivo di nuovi reclusi: “Credo non ne possa ospitare. Penso che una parte considerevole verranno trasferiti in altre regioni d’Italia. E questo comporterà chiaramente problematiche allontanamento dai familiari e per cui nuovamente tensioni… “
Scritto da: Redazione Novaradio
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