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Forteto, Avv. vittime: “Fondo proposto da Fdi? Ben venga, ma non basta. Servono risarcimenti equi e rapidi” – ASCOLTA

today27/07/2026 1

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    Marco Noferi, Avvocato vittime Forteto – 27072026

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    Giovanni Marchese, Avvocato dell’associazione delle vittime – 27072026

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    Sergio Pietracito, presindete associazione vittime del Forteto – 27072026

FIRENZE – La proposta di legge presentata il 17 luglio da Francesco Michelotti, deputato di FdI e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto, che contiene un fondo di 7 milioni di euro, da istituire presso la Presidenza del Consiglio, per indennizzare gli ex minori vittime degli abusi avvenuti nella struttura, che, per varie ragioni, non hanno potuto accedere ai ristori economici erogati fino a oggi dai tribunali “non basta”. A dirlo sono insieme gli avvocati Marco Noferi, dello studio che segue il procedimento di 17 delle vittime e Giovanni Marchese, storico avvocato dell’Associazione delle vittime del Forteto.

“È dal 2023 che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha tutti gli elementi per valutare per queste 17 vittime il diritto a percepire il risarcimento e il quantum da corrispondere”, spiega l’avv. Noferi, che spiega come a maggio sia arrivata da parte del tribunale di Genova una nuova richiesta di rinvio del procedimento al 16 di settembre “al fine di fare gli approfondimenti sugli importi da corrispondere”, approfondimenti che secondo Noferi “in tutto questo tempo sono già stati fatti peraltro già a livello giudiziale dal Tribunale di Firenze. Noi rimaniamo stupiti dal silenzio della Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo l’udienza di maggio atteso che è una richiesta che hanno fatto loro e c’è un’udienza al 16 di settembre”.

“Purtroppo non bastano i risarcimenti in denaro, non bastano assolutamente, perché ancora ci sono alcuni ex minori che ripudiano le famiglie di origine e vivono ancora con i membri della setta. Fino a qualche anno fa c’era stato un progetto della Regione Toscana per il supporto psicologico alle vittime, che poi è finito. C’è bisogno di un supporto psicologico forte, non so da chi, come, non sono io a dover decidere, ma sicuramente non basta un progetto di legge. Ben ben venga, siamo contenti, però questo non basta”, aggiunge l’avv. Marchese.

“Noi siamo fiduciosi che entro la scadenza che ha dato il giudice venga onorato l’impegno al ricnoscimento dei risarcimenti (ndr)“, commenta Sergio Pietracito, presidente dell’Associazione delle vittime, che riassume una parte della vicenda giudiziaria dal 2013 ad oggi: “L’Associazione Vittime del Forteto si costituì nel 2013 formalmente come associazione per poter partecipare al processo e costituirsi parte civile, in modo da far sì che le vittime, anche quelle prescritte, di cui si parla oggi, potessero rientrare a essere riconosciute come parti lese. La cosa non andò a buon fine, poi abbiamo ritentato dopo la sentenza definitiva che che vide Fiesoli condannato a 14 anni e 10 mesi, abbiamo ritentato alla Corte di Strasburgo. I nostri ricorsi vennero tutti ritenuti ricevibili, dopodiché, dopo quasi 3 anni, la doccia fredda di nuovo non ammissibili.”.

Scritto da: Redazione Novaradio