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Emergency, “142 persone a bordo in fuga da guerre o violazioni di diritti, 24 minori non accompagnati. Sbarco a Livorno? Previsto tra un paio di giorni” -ASCOLTA

today20/12/2022

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    Alessandro Bertani, vice presidente Emergency

LIVORNO- Le due navi delle ong Sea Eye 4 e Life Support dovrebbero sbarcare prima di Natale nel porto di Livorno. Donne, uomini e minori non accompagnati salvati dalle ong, sono 108 sulla Sea Eye 4 e 142 sulla Life Support, nave della ong Emergency.

“Le condizioni dei migranti a bordo sono stabili, come potete immaginare sono persone sotto choc, che hanno subìto giorni di freddo e disidratazione. Noi abbiamo pensato a metterli in sicurezza, adesso non presentano particolari complessità dal punto di vista sanitario,” spiega a Novaradio Alessandro Bertani, vice presidente di Emergency. “Sono persone giovani che provengono da posti dove ci sono gravi violazioni dei diritti umani e guerra.”

Bangladesh, Somalia, Egitto, Costa D’Avorio, Camerun, Burkina Faso sono solo alcuni dei paesi di provenienza delle persone a bordo. “C’è una donna al settimo mese di gravidanza, tre bambini al di sotto dei due anni e 24 minori non accompagnati,” continua Bertani. “Sentiremo i loro racconti nei prossimi giorni, ma si tratta di storie di una grande drammaticità, come altre che abbiamo sentito in passato.”

Lo sbarco della nave Life Support è previsto per i giorni precedenti al Natale. “Dipende tutto dalle condizioni del mare che rallenta o stabilizza il viaggio di rientro. In un paio di giorni dovremmo essere a Livorno e sbarcare finalmente queste persone. Dico finalmente perché il viaggio è stato allungato rispetto alla necessità che avevano di essere portate in un posto sicuro il prima possibile.”

La vicenda delle navi delle ong in arrivo nel porto di Livorno potrebbe essere test per il cosiddetto “codice di condotta” al vaglio del nuovo governo. “La logica vorrebbe che il porto fosse il posto più vicino al luogo di sbarco,” conclude Bertani. “Stiamo parlando di naufraghi che dovrebbero essere portati al più presto in un porto sicuro e non aggravare ulteriormente la loro condizione di stress che hanno subìto durante viaggio e salvataggio”.

Bertani conclude: “Aspettiamo di vedere il testo del decreto. Certo è che l’attribuzione di un porto sicuro a Livorno oltre che allungare i tempi e mettere a repentaglio la salute e sicurezza dei naufraghi salvati aumenta anche i costi a carico delle ong e le allontana dall’area di soccorso. Dico sempre che noi ong siamo presenti per dare una mano. Se non facessimo questi salvataggi non ci sarebbe nessuno a farli”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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