PISA – Si è aperto stamani nel carcere di Pisa alla presenza del gip di Livorno l’interrogatorio di garanzia per Fausta Bonino, l’infermiera dell’ospedale di Piombino accusata di avere ucciso 13 persone ricoverate nel reparto di terapia intensiva con dosi massicce di eparina, un potente anticoagulante che ha causato emorragie letali.
“Dirà la verità e che cosa è successo davvero in modo di colmare alcune lacune delle indagini” ha annunciato il suo legale Cesarina Barghini, entrando in carcere prima dell’inizio dell’interrogatorio di garanzia. Tramite il suo legale l’infermiera conferma la linea di difesa, con il respingimento delle accuse: “Serviranno anche investigazioni difensive da parte nostra per correggere gli errori commessi e per questo servirà tempo. Perché se c’è un killer in giro è ancora libero e ciò è inquietante“.
“Chiederò gli arresti domiciliari anche se è innocente – ha detto ancora il legale di Fausta Bonino – perché se fosse libera rischierebbe per la sua incolumità” a causa della “condanna unanime dell’opinione pubblica nei suoi confronti”.
La Regione intanto ha aperto un’inchiesta interna, e a breve sarà svolto un audit nell’ospedale piombinese per capire cosa non abbia funzionato nel sistema dei controlli. Le indagini intanto proseguono, ed emerge una nuova morte sospetta: la Nazione segnala oggi quello di 62enne elbano, morto in circostanze poco chiare due ore dopo il suo ricovero all’ospedale di Piombino. Nei giorni scrosi altri quotidiani hanno dato conto di altri due casi di sospette “improvvise scoagulazioni del sangue” di persone che invece sono sopravvissute.