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Maggio Musicale, l’addio di Chiarot. “Non condivido la scelta di Nardella”

today16/07/2019

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FIRENZE – “Con un cambio di governance alla Fondazione, non mi sento di rimanere alla guida del Maggio”. Ha annunciato ufficialmente il suo addio pochi minuti fa il sovrintendente Cristiano Chiarot, in un’affollata conferenza stampa.

L’annuncio arriva dopo la decisione del sindaco Dario Nardella di nominare Salvatore Nastasi, attuale capo gabinetto al Mibac, come delegato nella carica di presidente della Fondazione lirica fiorentina. Una decisione su cui Chiarot non è d’accordo: “questa è una fase delicata per il Maggio fiorentino – dice – che deve continuare il lavoro fatto soprattutto nell’ambito della ricapitalizzazione (per cui servirebbero ancora circa 14 ml di euro nei prossimi anni),  per questo secondo me è importante che a capo resti il sindaco”. Ascolta >>

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    Maggio Musicale, l’addio di Chiarot. “Non condivido la scelta di Nardella” Redazione Novaradio

 

L’amarezza rimane anche per un’altra questione messa in campo da Nardella, che ieri sera, aveva annunciato l’impossibilità di rinnovargli l’incarico di sovrintendente per colpa della legge Madia che vieta di avere incarichi a lungo termini per chi come Chiarot è sulla soglia della pensione (per lui i termini scattano dal 2 dicembre prossimo). “Avevo chiesto tempo fa un parere legale sulla questione – spiega Chiarot – e confermava il fatto che avrei potuto continuare a lavorare anche dopo i 67 anni. Nardella ne era al corrente: mi stupisce molto che abbia chiesto un parere a Cutaia (Direttore generale per lo spettacolo del Mibac)”. Ascolta >>

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Riguardo a Nastasi, con cui il soprintendente ha avuto in passato anche duri scontri, Chiarot ha voluto smentire le voci circolate nei giorni scorsi, “non ho nulla contro di lui, i nostri rapporti sono normali e in questi mesi ci siamo tenuti costantemente in contatto. Anche Nastasi era al corrente del fatto che non sarei rimasto e per me è giusto che scelga un suo sovrintendente”.

Guardando al futuro il soprintendente afferma: “Se mi chiama un altro teatro non mi precludo di andarci, sono circa 40 anni che faccio questo lavoro e non ho intenzione di smettere adesso”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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