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Regione Toscana, dipendenti in stato di agitazione: “Si apra un confronto sui fondi ‘congelati’ per il salario accessorio” – ASCOLTA

today02/02/2026

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    Francesco Valtorta, rappr. RSU Cgil Regione Toscana – 2 febbraio 2026

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FIRENZE – Lavoratori della Regione in rivolta contro la giunta, dopo il passaggio in prima lettura della modifica allo Statuto che prevede, tra l’altro, la possibilità di aumentare da otto a nove il numero degli assessori regionali. Nell’assemblea tenuta alcuni giorni fa, cui hanno partecipato circa un migliaio dei circa 3.500 dipendenti regionali, è stato approvata la proclamazione dello stato di agitazione e a breve, già entro al prima decade di febbraio, potrebbe svolgersi un primo sciopero con presidio, dichiara stamani a Novaradio Francesco Valtorta, rappresentante dei lavoratori nella RSU.

Il motivo sta nel “congelamento” di ingenti somme, anni fa accantonate per essere destinate al salario accessorio dei dipendenti e che nei fatti sono stati “congelati”: “I fondi, le somme sottratte che riguardano l’esercizio finanziario 2021 e 2022 – spiega Valtorta ammontano a 4 milioni di euro, e con queste con queste risorse sono stati pagati le strutture di supporto agli organi politici, ma anche i responsabili di queste strutture. Bisogna far presente che soltanto 12 di questi responsabili hanno occupato più di 1 milione di euro”. Ci sono poi altre promesse che ,a giudizio della RSU, la Regione non avrebbe mantenuto: “Oltre ai 4 milioni che mancano all’appello – dice – non sono stati versati sul fondo ulteriori €950.000 derivanti dai piani di razionalizzazione, dei piani di risparmio il cui 50% appunto poteva poteva rimpinguare il fondo, ma anche questa azione tecnica e amministrativa non ha non ha avuto il il benestare da parte dei revisori contabili e quindi di fatto è risultata non coerente e non esigibile”.

“Quello che chiediamo – conclude  Valtorta – un leale confronto con il presidente Giani, un confronto che in questi mesi, appunto, come vi ho detto, non è mai avvenuto e perché vorremmo far capire alla politica che ci potrebbero essere altre strade, senza percorrere scorciatoie che fanno male alla parte più fragile di questo ente”.

Scritto da: Redazione Novaradio